Mentions légales
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Basi legali
1. Quando è possibile contestare un contratto?
Un contratto può essere contestato soltanto se presenta un vizio. Soprattutto i casi di vizi elencati qui di seguito possono pregiudicare il contratto.
L'art. 21 del Codice delle obbligazioni (CO) disciplina il caso della lesione. "Verificandosi una sproporzione manifesta fra la prestazione e la controprestazione in un contratto, la cui conclusione fu da una delle parti conseguita abusando dei bisogni, della inesperienza o della leggerezza dell'altra, la parte lesa può, nel termine di un anno, dichiarare che non mantiene il contratto e chiedere la restituzione di quanto avesse già dato."
Gli art. 23 e 24 CO disciplinano il caso di errore nella conclusione del contratto: "Il contratto non obbliga colui che vi fu indotto da errore essenziale". Deve tuttavia trattarsi di un errore essenziale. Un errore è essenziale solo quando la parte in errore non avrebbe concluso il contratto se avesse conosciuto i fatti. È opportuno comunicare alla controparte (meglio se per scritto) che il contratto concluso è considerato nullo a causa dell'errore essenziale.
"La parte indotta al contratto per dolo dall'altra non è obbligata, quand'anche l'errore non fosse essenziale." (art. 28 CO). Si parla di dolo intenzionale quando l'altra parte contraente simula o minimizza un determinato fatto, ad esempio simula un determinato standard di qualità. È opportuno comunicare alla controparte (meglio se per scritto) che il contratto concluso è considerato nullo a causa del dolo.
Occorre considerare che il diritto di revoca permette anche di tornare al contratto concluso. Per ulteriori informazioni su questa tematica si rimanda alle domande ricorrenti (FAQ).
2. Esiste un diritto generale di recesso?
Se due parti stipulano un contratto, in linea di principio sono obbligati a rispettarlo. Sussiste un diritto di revoca solo per determinati contratti particolari.
Per i contratti a domicilio (art. 40a segg. Codice delle obbligazioni, CO).
Per i crediti al consumo (art. 16 legge sul credito al consumo, LCC).
Per i mandati (art. 404 CO).
Per i mandati di mediazione matrimoniale o di ricerca di partner (art. 406e diritto delle obbligazioni).
È tuttavia possibile che il commerciante abbia disposto condizioni commerciali generali (CCG) nelle quali è previsto un diritto generale di recesso. Le CCG del commerciante vanno quindi lette per appurare se il diritto di recesso è garantito e quali condizioni devono essere adempiute affinché esso sia fatto valere.
3. Le persone minorenni possono concludere contratti validi?
Sono considerate minorenni le persone che non hanno ancora compiuto 18 anni. Secondo l'art. 19 del Codice civile svizzero (CC), i negozi giuridici conclusi da minorenni e da interdetti capaci di discernimento non sono validi senza il consenso del loro rappresentante legale (di regola i genitori). Il consenso del rappresentante legale può essere dato prima, durante o dopo la contrattazione. Per determinare se i genitori hanno dato il loro consenso alla contrattazione del figlio ci si fonda sul principio della buona fede (art. 2 CC). È dubbio però che i genitori, accordando ai propri figli il libero accesso a Internet, diano loro al contempo anche il consenso per concludere negozi giuridici. In generale si presume che anche in questo caso i genitori debbano dare il loro consenso per ogni singolo contratto.
Se i genitori non sono d'accordo con la contrattazione dei figli lo devono immediatamente comunicarlo all'altra parte contraente.
I figli ottengono un esercizio dei diritti allargato nel quadro della sostanza che spetta loro (paghetta, provento dal lavoro).
Persone incapaci di discernimento e minorenni non possono concludere contratti. L'art. 16 CC definisce la capacità di discernimento.
4. Cosa fare se si è vittima di una truffa su Internet?
Le offerte apparentemente gratuite hanno spinto la Segreteria di Stato dell'economia (SECO) a pubblicare l'opuscolo di consigli pratici "Attenzione alle trappole della rete!"
È opportuno osservare quanto segue:
la parte che, per errore, ha concluso un contratto a pagamento su di una pagina web, può - mediante lettera raccomandata - contestare il contratto entro un anno dalla scoperta dell'errore, dichiarando alla controparte di essere stata tratta in inganno e quindi di contestare la validità del contratto.
Secondo il diritto svizzero, ma anche secondo quello tedesco, una domanda di annullamento comporta l'invalidità del contratto (art. 23 segg. CO).
Se una società di riscossione o un rappresentante della controparte persiste a esigere il credito in denaro in questione, la parte lesa deve rendere attento anche il rappresentante della controparte dell'invalidità del contratto.
Solo il giudice civile può, su denuncia della parte che si attiene al contratto e in conoscenza di tutti i fatti, decidere in modo definitivo se un contratto impugnato è invalido.
La SECO e l'Ufficio federale del consumo hanno pubblicato l'opuscolo "Troppo bello per essere vero! Come riconoscere le truffe a danno dei consumatori?", che tratta delle truffe in generale.
5. Cosa posso fare se ricevo un invio o una consegna di una cosa non ordinata?
Conformemente all'art. 6a Codice delle obbligazioni (CO), l'invio di una cosa non ordinata non è una proposta. Il destinatario non è obbligato a rinviare o a conservare la cosa. Se l'invio di una cosa non ordinata è manifestamente dovuto a un errore, il destinatario deve informarne il mittente.
6. l venditore di un online shop può modificare il prezzo dopo l’ordinazione?
Secondo l'art. 7 cpv. 3 Codice delle obbligazioni (CO), l'esposizione di merci con indicazione dei prezzi di regola vale come proposta. Ciò significa che al compratore che ha accettato una proposta compete il diritto di ricevere la merce acquistata nel modo in cui è stata proposta. La regola dell'art. 7 cpv. 3 CO è stata stabilita per il commercio tradizionale, la sua applicazione al commercio elettronico permette diverse interpretazioni e la giurisprudenza non è ancora consolidata.
Una parte della dottrina ritiene che nel settore del commercio elettronico non si parla di una proposta che vincola il venditore ai sensi dell'art. 7 cpv.3 CO bensì di un invito al compratore da parte del venditorea fare una proposta. Secondo questa interpretazione è il compratore che fa l'offerta e il venditore vi è vincolato solo a partire dal momento in cui accetta l'offerta in questione. Va sottolineato che anche le norme dell'Associazione Svizzera di Normazione (SNV) in materia di commercio elettronico sostengono questa interpretazione del meccanismo tra offerta e domanda.
Un elemento di valutazione determinante è comunque il modo in cui, in ogni singolo caso, il venditore si pone rispetto alla relazione d'affari con il compratore. In particolare i punti seguenti definiscono il tipo di relazione d'affari: la presentazione o la formulazione disponibile in rete e le condizioni commerciali generali del venditore.
7. Quando diventano parte del contenuto del contratto le condizioni commerciali generali? Quando acquistano validità?
Le condizioni commerciali generali (CCG) sono condizioni contrattuali preformulate per una molteplicità di contratti, che una parte contraente (utente) pone all'altra parte contraente al momento della conclusione di un contratto.
Affinché le CCG divengano parte integrante di un contratto e quindi acquistino validità, devono essere soddisfatte le condizioni seguenti:
innanzitutto l'utente deve informare l'altra parte contraente che le CCG devono divenire parte integrante del contratto;
in secondo luogo l'altra parte contraente deve poterne prendere conoscenza in modo appropriato. Per contro, che l'altra parte contraente abbia effettivamente preso conoscenza delle CCG non è una premessa;
è tuttavia essenziale che, al momento della conclusione del contratto, l'altra parte contraente si dichiari d'accordo con l'inclusione delle CCG.
Inoltre, le disposizioni delle condizioni commerciali generali, per le quali il partner contrattuale dell'utente non deve tener conto della buona fede dell'utente, non divengono parte integrante del contratto. Chi accetta le CCG in modo più o meno disattento, deve essere protetto da clausole impreviste dalla cosiddetta regola dell'insolita.
Occorre rispettare l'art. 8 della legge federale contro la concorrenza sleale (LCSl), che disciplina l'utilizzazione di condizioni commerciali abusive.
8. Cosa fare se si è vittima di metodi sleali di vendita?
Ai contratti a domicilio o a contratti analoghi si applicano, per quanto concerne il diritto di revoca, l’art. 40a segg. del Codice delle obbligazioni (CO). Sono considerati contratti a domicilio le proposte fatte sul posto di lavoro del consumatore, nei suoi locali d’abitazione o nelle immediate vicinanze, in mezzi di trasporto pubblici o su pubbliche vie e piazze. Il diritto di revoca si applica anche alle proposte avanzate nel corso di una manifestazione pubblicitaria collegata a un’escursione o in un’occasione analoga. Tale diritto, infine, vale anche per gli impegni assunti telefonicamente o mediante simili mezzi di telecomunicazione vocale istantanei. Le vendite su bancarelle da mercato o stand per fiere, invece, non rientrano nella categoria dei contratti a domicilio. Affinché un contratto a domicilio sia considerato tale ai sensi dell’art. 40a CO, la prestazione del cliente deve superare i 100 franchi. Tali disposizioni non si applicano ai contratti assicurativi.
L’offerente deve informare per scritto il cliente sul diritto di revoca, sulla forma e sul termine per esercitarlo, e comunicargli il suo indirizzo. In caso di revoca, il cliente deve comunicarlo per iscritto all’offerente. Il termine di revoca è di quattordici giorni a decorrere dal momento in cui il cliente propone o accetta il contratto e riceve dall’offerente le informazioni sul diritto di revoca e sul suo indirizzo.
L’art. 3 della legge federale contro la concorrenza sleale (LCSl) vieta l’impiego di metodi pubblicitari e di vendita sleali, in particolare l’impiego di metodi di vendita particolarmente aggressivi che pregiudicano la libertà di decisione del cliente. Se tali disposizioni vengono violate è possibile, conformemente all’art. 9 segg. LCSl, intentare un’azione civile o sporgere querela secondo l’art. 23 LCSl.
Il consumatore deve essere consapevole che per concludere un contratto è sufficiente il suo assenso orale.
9. Cos’è possibile fare se l’altra parte contraente non fornisce la sua prestazione?
Conformemente all'art. 102 del Codice delle obbligazioni (CO), se l'obbligazione è scaduta il debitore è costituito in mora, vale a dire che il creditore deve fargli pervenire un'interpellazione orale o scritta. L'interpellazione diventa superflua in particolare se è stata concordata una scadenza precisa per l'adempimento dell'obbligazione. Dopo l'interpellazione al debitore deve essere imposto un termine equo entro il quale deve soddisfare l'obbligazione. Se anche a questa scadenza la prestazione non è fornita, il creditore ha il diritto di recedere dal contratto (art. 107 cpv. 2 CO). Deve informarne immediatamente il debitore.
10. Quali sono i diritti del compratore nel caso di merce difettosa?
È definita difettosa la merce che non presenta le caratteristiche promesse o che è naturale aspettarsi (art. 197 segg. Codice delle obbligazioni, CO).
Secondo l'articolo 197 segg. CO, è il venditore, e non il produttore, a dover rispondere dei difetti. Al fine di poter far valere i propri diritti secondo quando sancito dalla legge, è indispensabile notificare i difetti riscontrati al venditore (meglio se per scritto). La notifica va effettuata quanto prima. In caso di merce difettosa la legge offre diverse possibilità al compratore: egli può recedere dall'acquisto oppure richiedere una diminuzione del prezzo (art. 205 CO), o, ancora, chiedere la sostituzione della merce (art. 206 CO).
Tuttavia, la normativa appena citata non è vincolante. Il venditore può modificare i diritti che il compratore ha per legge tramite le condizioni commerciali generali (CCG). Nel caso in cui le CCG prevedano solamente il diritto alla riparazione, il compratore può avvalersi unicamente di tale diritto. Per problemi relativi a riparazioni si rimanda alla lista FAQ su questa tematica.
Prima di effettuare un acquisto il compratore dovrebbe appurare se esistono CCG e verificarne accuratamente i termini. Se presenti, sono le CCG a fare stato, altrimenti è la legge (art. 197 segg. CO) a stabilire quali disposizioni di legge siano determinanti.
Le azioni di garanzia per i difetti della cosa si prescrivono in due anni dalla consegna della cosa al compratore (art. 210 CO). Quando il venditore (ovvero la persona che agisce nell'ambito della sua attività professionale o commerciale) tratta con dei consumatori (ovvero delle persone che acquistano un bene per uso personale o familiare), e nel caso il bene venduto sia nuovo, egli non può accorciare la garanzia. Può invece accorciarla a un anno al minimo nel caso egli venda un bene usato. Se il venditore decide di non fornire alcuna garanzia si espone a un rischio di non-conformità all'art. 8 della legge contro la concorrenza sleale (LCSl).
11. Come risolvere i problemi legati alla riparazione dell’oggetto acquistato in garanzia?
• Il venditore rifiuta di effettuare la riparazione a spese proprie adducendo un caso non coperto dalla garanzia.
Un rifiuto è valido:
nei casi in cui la garanzia è esclusa; essi devono essere chiaramente specificati nelle condizioni generali di vendita;
se il venditore adduce un'utilizzazione non conforme o una colpa dell'utilizzatore; egli deve fondare le sue asserzioni su un rapporto tecnico.
La prova del difetto compete al compratore. Se il venditore adduce un'utilizzazione non conforme o una colpa dell'utilizzatore, il compratore deve provare il contrario. Se necessario, a tale scopo si farà ricorso a una perizia tecnica dell'oggetto.
• Il venditore differisce la riparazione
Si distinguono due situazioni.
Le condizioni generali prevedono il diritto a una sola riparazione.
Se per la riparazione non è stato fissato un termine, il compratore deve contattare il venditore (un contatto telefonico è sufficiente) prima di stabilire un termine, ragionevole, in tal senso. Se il venditore non agisce nel termine fissato il compratore può annullare il contratto di vendita mediante dichiarazione al venditore, ossia restituire l'oggetto acquistato e ottenere il rimborso del prezzo d'acquisto.
Le condizioni generali prevedono un diritto alla riparazione e altri diritti previsti dalla legge.
Gli altri diritti previsti dalla legge si applicano di nuovo se la riparazione non viene effettuata entro un termine ragionevole.
• Il venditore non è in grado di eseguire la riparazione
Se il venditore non è in grado di riparare l'oggetto entro un termine ragionevole poiché la riparazione non è possibile o si rivela inefficace, il compratore può annullare il contratto di vendita mediante dichiarazione, ossia restituire l'oggetto acquistato e ottenere il rimborso del prezzo d'acquisto.
• Ottenere un oggetto di sostituzione
La legge non accorda al compratore un oggetto di sostituzione per il periodo in cui l'oggetto acquistato è in riparazione. Tuttavia, è possibile che le condizioni generali del venditore consentano al compratore di beneficiare di tale diritto.
• Dopo la riparazione l'oggetto è di nuovo difettoso
Per evitare problemi con il venditore, il compratore dovrebbe prendere le misure seguenti:
al momento del deposito dell'oggetto per la riparazione è bene che esiga una ricevuta che menzioni i difetti e gli accessori depositati;
al ritiro dell'oggetto riparato è bene che ne verifichi lo stato in presenza del venditore.
12. È possibile far valere contro il fabbricante il risarcimento per danni causati da un prodotto difettoso?
Conformemente all'art. 1 della legge federale sulla responsabilità per danno da prodotti (LRDP), il produttore è responsabile del danno quando un prodotto difettoso cagiona:
la morte o lesioni corporali a una persona;
un danno o la distruzione di una cosa che, per sua natura, sia naturalmente destinata all'uso o consumo privato e che sia stata utilizzata dal danneggiato principalmente per fini privati.
Conformemente all'art. 2 LRPD, è considerato produttore non soltanto la persona che produce il prodotto ma anche chiunque si presenta come produttore, chiunque importa un prodotto come pure chiunque distribuisce tale prodotto.
Il danneggiato non deve dimostrare la causa del difetto, è sufficiente che egli mostri che il prodotto non soddisfa le legittime aspettative del consumatore medio in materia di sicurezza.
La franchigia per il danno materiale ammonta a 900 franchi ed è a carico del danneggiato (art. 6 LRPD).
Per fare valere le pretese di risarcimento dei danni causati, il danneggiato deve rispettare i termini di prescrizione e di perenzione legali, rispettivamente di tre e dieci anni (art. 9 e 10 LRPD).
13. Qual è la durata di validità dei buoni?
La legge non prevede disposizioni speciali in materia di durata di validità dei buoni. Sono applicabili le regole generali del diritto dei contratti.
Nei rispetto dei limiti legali, la durata di validità dei buoni può essere fissata dalle parti al momento dell'acquisto del buono. Se il venditore stabilisce unilateralmente la durata, bisogna assicurarsi che il compratore abbia accettato questa decisione.
Nel caso in cui la durata del buono sia stata liberamente decisa dalle parti, i seguenti limiti legali sono da prendere in considerazione:
- se la durata è prevista in una clausola delle condizioni generali, essa non deve sfavorire il compratore in maniera notevole e ingiustificata, secondo l'art. 8 della Legge contro la concorrenza sleale (LCSI). Una scadenza molto breve non sarà probabilmente valida.
- se la durata di un buono è assimilata a un termine di prescrizione, come sostiene una parte della dottrina, il buono avrà una durata minima di cinque anni per tutti i casi di consegna di beni di consumo, e di dieci anni per tutti gli altri casi. Queste durate corrispondono ai termini legali di prescrizione, che non possono essere accorciati.
Il venditore non è obbligato ad accettare il buono dopo la scadenza della sua validità, tuttavia può procedere come ritiene più opportuno.
La validità deve essere provata alla consegna del buono e, se del caso, deve essere negoziato il suo prolungamento.
Il rilevamento del commercio o la sua chiusura possono rivelarsi problematici. In tale caso vale quanto segue:
- se il nuovo proprietario del commercio rileva anche i debiti del precedente, deve accettare i buoni;
- se il nuovo proprietario del commercio non rileva i debiti del precedente o se il commercio chiude definitivamente, il proprietario precedente rimane debitore dei buoni. Il cliente deve quindi rivolgersi al proprietario precedente il che, nella pratica, risulta essere problematico.
14. Una chiamata verso un numero 0800 comporta dei costi per chi chiama?
Le Condizioni di utilizzazione dei numeri telefonici che iniziano con 0800 sono regolamentate nell'Ordinanza concernente gli elementi d'indirizzo nel settore delle telecomunicazioni (ORAT). Secondo l'art. 24e cpv. 2 ORAT, i collegamenti a numeri nazionali 0800 e a numeri internazionali del tipo 00800 devono essere gratuiti per chi chiama. Ciò nonostante, sono fatte salve, secondo questa disposizione, le eventuali tasse riscosse per l'utilizzo di un collegamento senza contratto d'abbonamento; si tratta in questi casi di chiamate effettuate da un telefono pubblico a pagamento o da un cellulare con carta prepagata.
In caso di riscossione di una tassa legata alla chiamata di un numero 0800, gli operatori sono tenuti ad indicare i supplementi tariffari in maniera che siano facili da consultare e ben leggibili, conformemente all'Ordinanza sull'indicazione dei prezzi (OIP).
15. In quale(i) lingua(e) devono essere redatti le istruzioni per l’uso e le avvertenze?
A meno che delle prescrizioni specifiche non siano stabilite nelle prescrizioni di leggi simili sulla sicurezza dei prodotti, è l'articolo 8 dell'ordinanza sulla sicurezza dei prodotti (OSPro) che determina in quale(i) lingua(e) devono essere redatti le istruzioni per l'uso e le avvertenze.
Secondo l'art. 8 al 1. OSPro le istruzioni per l'esercizio, l'uso e la manutenzione nonché gli opuscoli informativi sono redatti nella lingua ufficiale svizzera della regione in cui il prodotto sarà presumibilmente utilizzato.
Secondo l'art. 8 al. 2 OSPro, Le avvertenze e i consigli di prudenza devono essere redatti in tutte le lingue ufficiali svizzere quando sono sotto forma di testo (e non quando sono sotto forma di simboli).
Le prescrizioni specifiche si applicano in particolare nei campi seguenti:
Derrate alimentari e oggetti d'uso: Art. 26 cpv. 4 et art. 31 cpv. 2 let. c Oderr (Ordinanza sulle derrate alimentari e gli oggetti d'uso, RS 817.02)
Giocattoli : Cifra II cpv. 1 let. c dell'allegato 3 OSG (Ordinanza del DFI concernente la sicurezza dei giocattoli, RS 817.044.1)
Cosmetici : Art. 3 cpv. 2 OCos (Ordinanza del DFI sui cosmetici, RS 817.023.31)
Lenti a contatto : Art. 11 cpv 2 Ordinanza sugli offetti che vengono a contatto con il corpo umano (Ordinanza del DFI sugli oggetti che vengono a contatto con le mucose, la pelle e i capelli nonché sulle candele, sui fiammiferi, sugli accendini e sugli articoli per scherzi, RS 817.023.41)
Medicamenti : Art. 14 OM (Ordinanza sui medicamenti, RS 812.212.21)
Dispositivi medici : Art. 7 ODmed (Ordinanza relativa ai dispositivi medici, RS 812.213)
Prodotti chimici : in particolare art. 47 OPChim (Ordinanza sulla protezione contro le sostanze e i preparati pericolosi, RS 813.11) et Allegati dell'ORRPChim (Ordinanza sulla riduzione dei rischi inerenti ai prodotti chimici, RS 814.81)
16. Ordinare prodotti all'estero: quali spese vanno considerate?
Prima di ordinare prodotti all’estero è opportuno considerare i seguenti aspetti relativi alle spese che potrebbero aggiungersi al prezzo di acquisto:
Spese di trasporto
È necessario verificare se le spese di trasporto sono a carico del venditore o dell’acquirente. Occorre tenere presente che le spese di trasporto possono variare in base al trasportatore (posta o impresa privata): prima di concludere un ordine su internet è quindi opportuno informarsi su chi è il trasportatore e quali costi richiede per il trasporto.
Spese di sdoganamento
Gli invii provenienti dall’estero devono essere sdoganati. Nel traffico postale e dei corrieri espressi lo sdoganamento è effettuato dal trasportatore (posta o un’impresa privata), che per coprire tali spese chiede al cliente un’indennità di importo variabile in base alla prestazione fornita. Prima di concludere un ordine su internet è perciò opportuno informarsi su chi è il trasportatore e quali costi richiede per lo sdoganamento. Il Sorvegliante dei prezzi ha concluso alcune composizioni amichevoli con la Posta e altri spedizionieri privati sulla questione delle spese di sdoganamento (https://www.preisueberwacher.admin.ch/pue/it/home/temi/isola-dei-prezzi-elevati---politica-dei-prezzi/spese-di-sdoganamento.html(22)).
Dazi doganali e imposta sul valore aggiunto
Sulla base della dichiarazione doganale le autorità competenti calcolano l’ammontare delle spese per l’importazione, cioè i dazi doganali e l’imposta sul valore aggiunto (IVA).
La riscossione dei dazi doganali poggia su basi di calcolo specifiche: normalmente si considera il peso lordo dell’invio. In linea di massima i dazi non superano 1 franco per chilogrammo, ma a seconda della merce ordinata possono essere riscosse ulteriori tasse di importo elevato (p. es. imposta sulla birra e sul tabacco, tasse di monopolio sulle bevande alcoliche, ecc.).
L’aliquota ordinaria dell’IVA è dell’8 %. A determinati beni di consumo corrente (derrate alimentari, libri, ecc.) si applica invece un’aliquota ridotta (2,5 %).
I dazi doganali e l’IVA non vengono riscossi se non superano i 5 franchi per dichiarazione doganale. Le merci possono quindi essere importate senza IVA se il loro valore massimo (comprese le spese di trasporto) non supera una franchigia di 62 franchi per i beni soggetti all’IVA dell’8 % e di 200 franchi per i beni con IVA del 2,5 %.
Altri costi eventuali
L'importazione, l’esportazione o il transito di determinati prodotti e merci sono vietati, limitati o autorizzati solo dietro presentazione del relativo permesso. Il mancato rispetto degli obblighi può comportare altri costi.
Per maggiori informazioni sugli acquisti effettuati in internet e sull’importazione di merci in Svizzera si rimanda alle seguenti pagine dell’Amministrazione federale delle dogane:
https://www.ezv.admin.ch/ezv/it/home/informazioni-per-privati/acquisti-in-internet--invii-postali-e-di-corriere.html
https://www.ezv.admin.ch/ezv/it/home/informazioni-per-privati/acquisti-in-internet--invii-postali-e-di-corriere/importazione-in-svizzera.html
17. Le agenzie d’incasso possono accollare al debitore le tasse d’incasso («danno maggiore dovuto alla mora»)?
Caso in cui le tasse d’incasso sono state disciplinate in un contratto
Le tasse d’incasso e i relativi importi possono essere stabiliti in maniera vincolante all’interno di un contratto. Se sono definite nelle condizioni commerciali generali occorre osservare l’articolo 8 della legge federale contro la concorrenza sleale (LCSI) e la cosiddetta «clausola insolita» (vedi FAQ 7). In caso di tasse sproporzionate il giudice applica una riduzione conformemente all’articolo 163 capoverso 3 del Codice delle obbligazioni (CO).
Caso in cui le tasse d’incasso non sono state disciplinate in un contratto
A tutt’oggi non esiste una giurisprudenza chiara che stabilisca se e a quali condizioni il creditore o l’agenzia d’incasso per conto di quest’ultimo possano imporre al debitore, in base all’articolo 106 CO, di pagare i costi sostenuti dall’agenzia (onorari, spese, ecc.). Attenendosi alla dottrina prevalente e alla giurisprudenza disponibile valgono i seguenti principi:
- in caso di debiti pecuniari il debitore deve risarcire il «danno maggiore dovuto alla mora» solo se quest’ultimo supera l’interesse moratorio fissato per legge o concordato. Il danno maggiore non si somma all’interesse moratorio;
- il creditore deve dimostrare di aver subìto un danno maggiore a causa della mora;
- i costi della prima diffida non possono essere accollati al debitore, salvo in caso di disposizioni contrattuali o legali derogatorie, ad esempio l’articolo 20 capoverso 1 della legge sul contratto d’assicurazione (LCA) o l’articolo 34a capoverso 2 dell’ordinanza sull’assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti (OAVS). Inoltre, per principio il creditore non può farsi rimborsare i costi dei provvedimenti intrapresi. Le spese derivanti dal ricorso a un’agenzia d’incasso possono essere considerate «danno maggiore» se tale ricorso si è reso necessario nel caso specifico;
- l’articolo 27 capoverso 3 della legge federale sulla esecuzione e sul fallimento (LEF) non esclude un accordo contrattuale con la possibilità di accollare al debitore i costi per il ricorso a un’agenzia d’incasso, purché tali costi siano generati dalle pratiche relative alla procedura di diffida. Tuttavia, l’idea alla base della legge, secondo cui normalmente le procedure d’esecuzione possono essere svolte senza un rappresentante professionista, può essere applicata anche alla diffida e deve essere presa in considerazione per verificare la necessità del ricorso a un’agenzia.
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Basi legali confederazione - Istanze di ricorso
Risoluzione delle controversie di consumo e istanze di ricorso
Risoluzione delle controversie di consumo
In Svizzera esistono organi di risoluzione extragiudiziaria delle controversie, in particolare in questi settori:
E-Commerce
Ombudsstelle E-Commerce
Ambito di competenza: reclami dei clienti nei riguardi di ditte in seguito ad acquisti in internet.
Costo : gratuito
Si può far ricorso all'Ombudsstelle per gli acquisti in rete se, dopo aver contattato la ditta, non è stato possibile giungere a un'intesa. L'Organo prenderà una decisione in base ai fatti esposti, sotto forma di raccomandazione che dovrebbe permettere di trovare un consenso. Se anche con la raccomandazione non è possibile venire a un compromesso, è possibile presentare ricorso all'Ombudsrat il quale prende una decisione indipendentemente dalla prima raccomandazione. Se anche con questa decisione le parti non si sentono soddisfatte, rimane ancora la possibilità di ricorrere a una procedura di diritto civile.
Link: http://www.konsum.ch/beratung/ombudsstellen/ombudsstelle-e-commerce/
Basi legali indicate dalla Confederazione Svizzera
Prevenzione e tutela della gioventù
Prevenzione
La sfera di competenza della Regìa federale degli alcool (RFA) non tocca, a priori, la prevenzione nel senso più generale del termine. Dato che è incaricata segnatamente della regolamentazione del commercio e della pubblicità per l'alcol, la RFA concentra il suo operato innanzitutto sugli aspetti strutturali della prevenzione, come il controllo e l'ottimizzazione del rispetto delle disposizioni legali.
Tutela della gioventù
La legge vieta la vendita o la consegna gratuita di
- vino, birra e sidro ai minori di 16 anni;
- bevande spiritose, aperitivi e alcopop ai minori di 18 anni.
Se esistono dubbi circa l'età del giovane cliente, bisogna richiedere un documento d'identità (passaporto, carta d'identità o licenza di condurre).
Nel punto vendita deve essere collocato un cartello ben visibile che richiama l'attenzione sulle limitazioni alla consegna.
I Cantoni possono applicare anche leggi più severe, come ad esempio il Cantone Ticino che vieta la vendita di bevande alcoliche ai minori di 18 anni di età. Anche i singoli punti vendita possono applicare limiti d'età più severi. Ad esempio in alcuni stadi non viene di principio servito alcol ai minori di 18 anni.
Legal Terms
1. When can I contest a contract?
A contract can only be contested if it is defective in some way. The following defects in particular can affect a contract:
Article 21 of the Swiss Code of Obligations (CO) regulates the case of unfair advantage. Where there is a clear discrepancy between performance and consideration in a contract that has been concluded through one party's exploitation of the other's position of need, inexperience or thoughtlessness, the party who is at a disadvantage may declare within one year that they will not honour the contract and may demand restitution of any performance already made.
Articles 23 and 24 CO regulate the case of contracts concluded in error. They provide that a party who makes a serious mistake as to the circumstances when entering into a contract is not bound by that contract. The error must be substantial, i.e. so serious that if the party in error had known the true situation, they would not have signed the contract. It is advisable to inform the other party in writing that the signed contract is considered invalid on the grounds of a substantial error. If a party has been induced to enter into a contract by a fraudulent misrepresentation made by the other party, the contract does not bind the deceived party (Art. 28 CO). Fraudulent misrepresentation arises where a party to a contract lies about or fails to disclose a certain fact, such as falsely claiming that goods are of a certain quality. It is advisable to inform the other party in writing that the contract is considered void on the grounds of fraudulent misrepresentation.
It should also be noted that exercising a right of withdrawal does not prevent someone from renegotiating the contract. For further information on this subject, see the FAQs.
2. Is there a general right of withdrawal?
Where two parties have concluded a contract, both are basically bound to comply with its terms. A right of withdrawal only exists for certain types of contracts, such as:
- door-to-door sales (Art. 40a ff. Code of Obligations (CO))
- consumer credit transactions (Art. 16 Consumer Credit Act (FACC))
- agency agreements (Art. 404 CO)
- marriage or partnership brokerage agreements (Art. 406e CO)
The seller may, however, have defined general terms and conditions providing for a general right of withdrawal. It is important, therefore, to read the seller's terms and conditions in order to establish whether there is a right of withdrawal and when it can be used.
3. Can minors enter into a contract?
Persons who have not yet reached the age of 18 are considered minors. According to Article 19 of the Swiss Civil Code, legal transactions arranged by minors who have the capacity to consent are regarded as voidable if they are not entered into with the consent of one of the minor's legal representatives (who are usually the parents).
The legal representative's consent can be given before, during or after the transaction. The principle of good faith (Art. 2 Swiss Civil Code) is decisive in establishing whether a parent has consented to the action of a child. It is debatable whether parents who allow their children unrestricted internet access are thereby giving their general consent to legal transactions. It is generally assumed that parents still have to consent to each individual contract.
If parents do not consent to their child's action, they must inform the contracting party right away.
A child has a broader capacity to act within the limits of the assets that they are entitled to as a child (such as pocket money or income from a part-time job).
Minors who do not have the capacity to consent may not enter into contracts. Capacity to consent is defined in Article 16 of the Swiss Civil Code.
4. What can I do if I fall victim to an internet scam?
Ostensibly free offers have prompted the State Secretariat for Economic Affairs (SECO) to publish the brochure "Vorsicht vor Internetschwindlereien!" (‘Beware of Internet Scams!'), which offers practical advice on this subject.
The important points are as follows:
Anyone who is induced by error into entering into a contract through a website can contest the contract within a year of discovering the mistake by informing the other party in writing (by registered letter) that they regard the contract as invalid on the grounds of deception. Under both Swiss and German law, the declaration that the contract is being contested makes the contract null and void (Art. 23 ff. Code of Obligations (CO)).
If a debt collection agency or any other agent for the counterparty insists on the settlement of a dubious claim, the deceived party should also advise the counterparty's agent that the contract is invalid.
Only a civil court can decide whether the contract is invalid or not, after considering all the relevant circumstances in an action raised by the party claiming the contract's validity.
On the subject of fraudulent activities in general, SECO and the Federal Consumer Affairs Bureau have jointly issued the brochure "Zu schön, um wahr zu sein! Wie erkennen Sie eine Konsumentenfalle?" (‘Is it too good to be true? How to recognise a scam').
5. What should I do if I receive unsolicited goods?
Under Article 6a of the Swiss Code of Obligations (CO), sending unsolicited goods does not constitute an offer to enter into a contract. The recipient is not obliged to return or keep such goods. Where unsolicited goods have obviously been sent in error, the recipient must inform the sender.
6. Can an online-shop change prices once an order has been made?
Article 7 paragraph 3 of the Swiss Code of Obligations (CO) states that displaying merchandise with an indication of its price generally constitutes an offer. This means that if the buyer accepts the offer, they have the right to receive the purchased merchandise on the terms on which it was offered. Article 7 paragraph 3 CO was drawn up with traditional trading in mind. Its application to online shopping is open to interpretation and has not yet been ruled on by the courts.
Some legal experts are of the view that in the field of online shopping, indicating a price does not constitute an offer that is binding on the seller in accordance with Article 7 paragraph 3 CO, but is instead an invitation to the buyer to make an offer. According to this interpretation, it is the buyer who makes an offer to the seller, which only becomes binding once the seller has accepted it. It should be noted that the Swiss Association for Standardisation also bases its standards on electronic trading on this understanding of the offer and acceptance mechanism.
However, the way in which the seller in each case defines its business relationship with the buyer remains the decisive factor. The nature of the business relationship is determined above all by the way in which the information is presented or worded on the website and the seller's general terms and conditions.
7. When do general terms and conditions become part of the contract or when are they valid?
General terms and conditions typically consist of pre-formulated contractual provisions applicable to a large number of contracts that are presented by the seller for acceptance by the buyer when the contract is being concluded. For these terms to become part of the contract and therefore to take legal effect, the following requirements must be met:
First, the seller must inform the buyer that the general terms and conditions will become part of the contract.
Secondly, the buyer must be given a reasonable opportunity to study the terms and conditions. There is no legal requirement, however, that the buyer must actually do this.
It is essential, however, that the buyer accepts the general terms and conditions when signing a contract.
Provisions of general terms and conditions which would not be expected by a buyer acting in good faith do not become part of the contract. Thanks to this rule on unusual provisions, anyone who accepts general terms and conditions without really reading them is protected against unexpected clauses.
It should be noted in this context that Article 8 of the Federal Act on Unfair Competition regulates the use of unfair general terms and conditions.
8. What can I do if I fall victim to an aggressive selling method?
In the case of door-to-door sales and similar contracts, articles 40a ff. of the Swiss Code of Obligations (CO) on the right of withdrawal apply. Legally speaking, door-to-door sales include any offers made at the customer's workplace, in and around their homes, on public transport or in the streets or in other public places. The right of withdrawal also applies to sales concluded during a promotional event held in connection with an excursion or a similar event. It also applies to commitments undertaken by telephone or other similar means of instant voice communication. However, sales concluded at a market stall or trade fair do not constitute a door-to-door sale. To be considered a door-to-door sale under article 40a CO, the amount paid by the customer must exceed CHF 100. These rules do not apply to insurance contracts.
The seller must inform the buyer in writing of the right of withdrawal and of the form and time limit to be observed when exercising this right, and must provide the buyer with its address.
If a buyer wishes to withdraw from the contract, they must give the seller written notice of withdrawal. The time limit for withdrawal is fourteen days, which begins as soon as the buyer has requested or agreed to the contract and has been made aware of the right of withdrawal by the seller.
Article 3 of the Federal Act on Unfair Competition (UCA) prohibits the use of unfair and aggressive advertising or selling methods which influence the customer's freedom of choice.
In the event of an infringement of these regulations, civil action can be taken under article 9 ff. UCA or a criminal complaint can be filed in accordance with article 23 UCA.
Consumers should be aware that oral consent may be sufficient to make a binding contract.
9. What can I do if a contractual partner fails to provide the expected services?
According to Article 102 of the Swiss Code of Obligations (CO), where an obligation is due for performance, the debtor is in default as soon as they receive a formal reminder from the creditor. A reminder is not required where a time limit for performance of the obligation has been set in the contract. Once a reminder is sent, the debtor must be given an appropriate time limit within which to fulfil their obligation. If the debtor defaults again at this time, the creditor has the right to withdraw from the contract (Art. 107 para. 2 CO). They must notify the debtor of this without delay.
10. What rights do I have as a buyer if the goods I buy are faulty?
Under article 197 ss. of the Swiss Code of Obligations (CO), goods that do not exhibit the promised or expected quality are considered defective.
The seller, and not the manufacturer, is liable for defects according to article 197 ss. CO. In order to claim your statutory rights, it is essential that you notify the seller of the defects (this is best done in writing). The complaint should be made without delay. Where there is a defect, the law offers a buyer several options: you can cancel the purchase (art. 205 CO), demand a reduction in the price (art. 205 CO) or ask for the goods to be replaced (art. 206 CO).
However, these legal provisions are non-binding. The seller can change the rights conferred on the buyer by law by making the transaction subject to different general terms and conditions. Where the general terms and conditions clearly state that there is only a right to have the goods repaired, the buyer cannot claim any further rights. For problems in connection with repairs, please refer to the FAQ on the subject.
Before each purchase, the buyer should find out if there are general terms and conditions that apply and carefully check what they say. If there are general terms and conditions, the rights contained in them apply. If there are no general terms and conditions, the law (art. 197 ss. CO) determines which rights apply.
The delay for warranty claims is two years since delivery of the goods to the buyer (art. 210 CO). In cases of delivery to consumers (people, who buy for personal or family purposes), the seller (the one who acts professionally or commercially) cannot shorten this delay if it concerns new goods. However, it can be shortened to a minimum of one year if second-hand goods are sold. If the seller totally excludes the warranty he exposes himself to the risk of non-conformity to art. 8 Law against unfair business practices.
11. What do I do if I have problems regarding repairs under warranty?
• The seller refuses to cover the cost of the repair on the grounds that the damage is not covered by the warranty:
Refusal is possible under the following conditions:
The cases in which the warranty does not apply must be clearly defined in the general terms and conditions.
If the seller argues on the grounds of inappropriate use or fault on the part of user, it must substantiate this claim by means of a technical report.
It is the responsibility of the buyer to prove that there is a defect. If the seller claims inappropriate use or fault on the part of the user, the buyer must prove the contrary. In order to do this it may be necessary to obtain an expert assessment of the article in question.
• The seller delays the repair:
Two situations must be distinguished:
The general terms and conditions only provide for a right to have the goods repaired.
Where no limitation period for repairs is stated, the buyer must first ask the seller to repair the goods (a phone call is sufficient) before setting a reasonable time limit for the repair. If the seller does not act within this time limit, the buyer can give notice to the seller that the contract is cancelled, i.e. by returning the purchased goods and demanding a refund of the purchase price.
The general terms and conditions provide for a right to have the goods repaired and certain statutory rights.
Other statutory rights apply if the repair is not carried out within reasonable period.
• The repair by the seller is unsuccessful:
If the seller is unable to repair the goods within a certain time limit because the repair proves impossible or unsuccessful, the buyer can give notice to the seller that the contract is cancelled, i.e. by returning the purchased goods and demanding a refund of the purchase price.
• Replacements:
Under the law, the buyer has no right to a replacement while the purchased goods are being repaired. It is possible, however, that the seller's general terms and conditions may provide for such a right.
• New defects become apparent after the repair:
To avoid problems with the seller, the buyer must take the following measures:
When handing over the article for repair, they should make sure to obtain a receipt detailing the defects and any accessories supplied with the article.
When collecting the repaired article, the buyer should check the condition of the returned article in the presence of the seller.
12. Is it possible to claim damages from the manufacturer if an article is defective?
According to Article 1 of the Federal Act on Product Liability (PLA), the manufacturer is liable in damages if a defective product:
a. kills or injures a person;
b. damages or destroys other property normally intended for private use or consumption and which the person concerned has been using for private purposes.
According to Article 2 PLA, the term "manufacturer" includes not only the actual manufacturer but also anyone presenting themselves as the manufacturer, as well as the importer or distributor of the product in question.
The buyer is not required to prove the cause of the defect. It is sufficient to demonstrate that the product falls short of the safety standards that the average customer can reasonably expect.
The buyer's excess in case of damage to property is CHF 900 (Art. 6 PLA).
In order to claim damages, the buyer must comply with the legal prescriptive and forfeiture periods of 3 or 10 years respectively.
13. How long do gift tokens and other vouchers remain valid?
The period of validity of gift tokens is not regulated by law. The general rules of contract law are therefore applicable.
Subject to the legal limit, the period of validity of gift tokens can be determined by the parties at the time of purchase. If the seller determines the period unilaterally, it is necessary for the buyer to accept this period.
The following legal limits must be considered, if the parties themselves determine the period of validity of gift tokens:
If the period is stipulated in the general terms and conditions, it may not disadvantage the buyer in a considerable and unjustified manner according to art. 8 of the Law against unfair business practices. If the time-period is too short, it probably might not be valid.
If, according to a part of the doctrine, the period of validity of gift tokens is equal to the limitation period, the gift token will be valid during a minimal period of five years for the delivery of consumer goods and ten years for all other goods. Those periods are in accordance with the legal limitation periods which cannot be shortened.
The issuer is not obliged to accept a voucher after it has expired. But it may choose to do so as a courtesy.
When buying a gift token, you should find out how long it will be valid and, if need be, agree an extended validity period.
Problems can arise where a business changes ownership or closes down. In this case, the following rules apply:
If the new owners have taken over the business, including the previous owner's debts, they are obliged to accept the voucher.
If the new owners have not taken over existing debts or if the business has closed for good, the previous owners remain the debtor in relation to the voucher. The customer will therefore have to contact the previous owners of the business and this often proves difficult in practice.
14. Does a call to a 0800 number lead to costs for the caller?
Conditions for use of 0800 numbers are regulated by the Ordinance on Addressing Resources in the Field of Telecommunications. In accordance with art. 24e al. 2 of the Ordinance, calls to national 0800 and international 00800 numbers should be free for the caller. However, this provision foresees that costs can be charged for the use of a connection by callers without a subscription contract; e.g. for calls from public payphones or from mobiles with prepaid phone cards.
If fees related to calls towards 0800 numbers are charged, the operator must, in accordance with the Ordinance on Price Indications, indicate the rate supplements so that they are easy to access in a clearly legible form.
15. In what language(s) do operating instructions and warnings have to be written in?
Unless specific provisions have been set by legislation similar to that of the law on product safety, it is article 8 of the Ordinance on Product Safety (OSPro) that determines in which language(s) operating instructions and warnings must be written in.
According to art. 8 al. 1 OSPro instructions for use and maintenance as well as information brochures have to be written in the official language of Switzerland of the part of the country where it is expected that the product will be used.
According to art. 8 al. 2 OSPro, warnings and precautions for use, when provided in text form (not as symbols), have to be written in all official languages of Switzerland.
Specific provisions are applicable in particular to the following products: foodstuffs, toys, cosmetics, contact lenses, medications, chemical products. (For more information please see this FAQ in one of the other languages available).
16. Ordering goods from abroad: what costs must you expect?
Before ordering goods from abroad, you should be aware of the following costs that may be added to the purchase price :
Transport costs
You should check whether the transport costs are paid by the seller or the buyer. The transport costs may also vary depending on the carrier (post or private carrier); before ordering goods online, it is therefore important to know who the carrier is and what the transport costs will be.
Customs duties
Deliveries from abroad have to be declared to customs. In the case of deliveries by post or by express courier, the carrier takes care of customs clearance. The carrier will make a charge to cover customs duties that varies depending on the service provided. Before ordering goods online, it is therefore important to know who the carrier is and what charges it makes for customs clearance. The Price Supervisor has reached an agreement on customs charges with SwissPost and with various private carriers (https://www.preisueberwacher.admin.ch/pue/fr/home/themes/ilot-de-cherte---politique-de-prix/frais-de-dedouanement.html (not in English)).
Customs duties and value added tax
Based on the customs declaration, the customs authorities calculate the import taxes, i.e. the customs duty and the value added tax (VAT).
Customs duty is calculated on the basis of specific factors, normally the gross weight. Normally customs duty amounts to no more than CHF 1 per kilogram. Depending on the goods ordered, additional higher taxes may be charged (e.g.. beer tax or monopoly taxes on alcoholic beverages, tobacco tax, etc.).
The standard rate of VAT is 8 %. Certain common consumer goods (e.g. food or books) are subject to a reduced rate of 2,5 %.
Customs duty and VAT are not charged when they amount to less than CHF 5 per customs declaration. The maximum value (including transport costs) of a consignment of goods that can be imported without VAT being charged has therefore been set at CHF 62 for goods subject to VAT at a rate of 8 %, and CHF 200 for goods subject to VAT at 2,5 %.
Other possible costs
The import, export or transit of certain goods may be prohibited, restricted or only permitted if authorisation has been obtained. A failure to meet these requirements may lead to additional costs.
For more information on online shopping and on importing goods into Switzerland, see the following links to the website of the Federal Customs Administration :
https://www.ezv.admin.ch/ezv/en/home/information-individuals/online-shopping--mail-and-courier-consignments.html
https://www.ezv.admin.ch/ezv/en/home/information-individuals/online-shopping--mail-and-courier-consignments/importation-into-switzerland.html
17. Can debt collection agencies charge debtors debt collection fees (losses due to default)?
Cases in which debt collection fees have been contractually agreed
In principle, binding provision can be made in a contract for debt collection fees to be paid and their amount can also be fixed. If fees are stipulated in a company’s general terms and conditions of business, Article 8 of the Unfair Competition Act and the “rule on unusual provisions” must be observed (see FAQ 7). If fees are excessively high, the court may order them to be reduced in accordance with Article 163 paragraph 3 of the Swiss Code of Obligations (CO).
Cases in which debt collection fees have not been contractually agreed
There is no clear case law as yet on the issue of whether and under what circumstances a creditor or debt collection agency as its representative can demand that a debtor pay the agency’s costs (fees, expenses etc.), although this appears to have a basis in Article 106 CO. According to legal experts and the available case law, the following principles apply:
- In the case of financial debts, losses due to default need only be reimbursed to the extent that the costs exceed the statutory or contractual default interest. If the reimbursement of losses due to default is stipulated, it is not simply added to the default interest.
- The creditor must provide documentary proof to substantiate a claim for losses due to default.
- The cost of an initial reminder cannot be claimed back, unless this is stipulated in a contract or in a law, such as Article 20 paragraph 1 of the Insurance Contracts Act and Article 34a paragraph 2 of the Ordinance on Old Age and Survivors‘ Insurance. The costs incurred by the debtor in their own efforts to collect the debt cannot normally be reclaimed. However, losses due to default may include the cost of instructing a debt collection agency. It must however be necessary in the case concerned that an agency is involved.
- Article 27 paragraph 3 of the Federal Act on Debt Enforcement and Bankruptcy does not exclude the possibility of making contractual provision for passing on the costs of a debt collection agency to the debtor, provided they relate to the process of issuing reminders and ultimatums. The guiding principle underlying the legislation – that it should be normally possible to collect debts without having to involve a professional agency – can however be applied to the process of issuing reminders and ultimatums and taken into account in deciding whether it was reasonable to involve a debt collection agency.
Prevention and protection of young people
Prevention
The Swiss Alcohol Board (SAB) focuses primarily on so-called structural prevention. It checks and improves preventive measures and provisions within the framework of the Alcohol Act. Availability restrictions, for example, should thus control access to alcoholic beverages and influence supply. The SAB's tools and task areas include alcohol duties, the monitoring of production and trade, and advertising and drinking age restrictions.
Age restrictions/protection of minors
The Alcohol Act prohibits the sale and free-of-charge serving of:
-
Wine, beer and cider to anyone under 16
-
Spirits, aperitifs and alcopops to anyone under 18
In the event of doubt as to the age of young customers, an official identification document (passport, identity card or driving licence) has to be requested in order to determine their precise age.
A clearly visible sign that specifically draws attention to the sales restrictions has to be installed at the point of sale. The cantons may also apply more stringent laws. For example, absolutely no alcoholic beverages are sold to under 18s in the canton of Ticino. Individual sales outlets may also apply stricter age limits. In certain stadiums, alcohol is served only to those aged 18 or older.
Termes légaux
Règlement des litiges de consommation et instances de plaintes
Foire aux questions (FAQ)
Quand peut-on contester un contrat?
Un contrat ne peut être contesté que s'il comporte un vice. Les vices entachant un contrat peuvent être les suivants :
L'art. 21 du code des obligations (CO) règle le cas de la lésion. En cas de disproportion évidente entre la prestation promise par l'une des parties et la contre-prestation de l'autre, la partie lésée peut, dans le délai d'un an, déclarer qu'elle résilie le contrat et répéter ce qu'elle a payé, si la lésion a été déterminée par l'exploitation de sa gêne, de sa légèreté ou de son inexpérience.
Les art. 23 et 24 CO règlent le cas de l'erreur lors de la conclusion du contrat. Le contrat n'oblige pas celle des parties qui, au moment de le conclure, était dans l'erreur. En l'occurrence, il doit s'agir d'une erreur essentielle. Une erreur est essentielle lorsque la partie qui se prévaut de son erreur n'aurait pas conclu le contrat si elle avait eu connaissance des faits. Il est indiqué de communiquer à l'autre partie (de préférence par écrit) que le contrat est considéré comme nul en raison de l'erreur essentielle.
La partie induite à contracter par le dol de l'autre n'est pas obligée (art. 28 CO). On parle de dol lorsque l'une des parties contractantes fait miroiter ou cache un élément, par exemple si elle fait miroiter un certain standard de qualité. Il est de mise de communiquer à l'autre partie (de préférence par écrit) que le contrat est considéré comme nul en raison de la tromperie.
Il convient de remarquer que le droit de révocation permet également de revenir sur un contrat. On se référera à ce sujet à la FAQ sur ce point.
Existe-t-il un droit de revenir sur un contrat conclu?
Lorsque deux parties concluent un contrat, elles sont en principe tenues de le respecter. Un droit de révocation n'est prévu que pour certains types de contrats clairement définis :
en matière de démarchage à domicile (art. 40a ss. du code des obligations [CO]) ;
les contrats de crédit à la consommation (art. 16 de la loi fédérale sur le crédit à la consommation [LCC]) ;
les mandats (art. 404 CO) ;
les mandats visant à la conclusion d'un mariage ou à l'établissement d'un partenariat (art. 406e CO)
Il est toutefois possible que le commerçant ait ajouté des conditions générales qui prévoient un droit de résiliation général. Il convient donc de lire les conditions générales du commerçant pour savoir si un droit de revenir sur le contrat conclu est accordé et à quelles conditions il est possible de le faire valoir.
Les mineurs peuvent-ils conclure valablement des contrats?
Un mineur est une personne de moins de 18 ans. Aux termes de l'art. 19 du code civil (CC), les actes juridiques conclus par des mineurs capables de discernement ne sont pas valables aussi longtemps que leur représentant légal (en règle générale les parents) n'a pas donné son consentement. Le consentement du représentant légal peut être accordé avant, pendant ou après la conclusion de l'acte. La question de savoir si les parents ont donné leur consentement à l'acte de leur enfant relève des règles de la bonne foi (art. 2 CC). On peut se demander si les parents qui permettent à leurs enfants d'accéder librement à l'Internet donnent aussi leur consentement général aux actes juridiques que ces derniers pourraient passer. On estime en principe que les parents doivent là aussi donner leur aval au contrat.
Les parents qui n'approuvent pas l'acte conclu par leur enfant doivent le faire savoir sans délai à l'autre partie contractante.
L'enfant a l'exercice de droits civils élargis dans la gestion des biens qui lui sont remis (argent de poche, produit du travail).
Les mineurs incapables de discernement ne peuvent pas conclure de contrat. La capacité de discernement est définie à l'art. 16 CC.
Que faire si l’on est la victime d'une arnaque sur Internet?
Des offres apparemment gratuites ont incité le Secrétariat d'Etat à l'économie (SECO) de publier la brochure „Attention aux arnaques sur Internet!" contenant des conseils pratiques.
Les points suivants sont à noter:
La partie qui a été induite en erreur lors de la conclusion d'un contrat peut invoquer l'erreur, par lettre recommandée, et déclarer qu'elle conteste la validité du contrat pour ce motif, ce qui entraîne son annulation (art. 23 du code des obligations qui concerne les vices du consentement). Il faut qu'elle conteste le contrat dans un délai d'une année depuis le moment où elle a découvert l'erreur.
Si, malgré l'annulation du contrat, une société de recouvrement ou un autre représentant de la partie adverse insiste pour que la partie induite en erreur paie, celle-ci peut faire valoir que le contrat a été annulé et refuser de faire suite aux sommations du représentant de la partie adverse.
Seul le juge civil est compétent pour déterminer si un contrat entaché de vices du consentement est nul, ce qui présuppose que la partie qui insiste sur la validité du contrat dépose une plainte civile.
Concernant les arnaques en générales, le SECO et le BFC ont publiés en commun la brochure « Trop beau pour être vrai! Comment détecter les arnaques? ».
Que puis-je faire si je reçois un envoi ou une livraison de choses non commandées ?
Selon l'art. 6a du code des obligations (CO), l'envoi d'une chose non commandée n'est pas considéré comme une offre. Le destinataire n'est pas tenu de renvoyer la chose ni de la conserver. Si l'envoi d'une chose non commandée est manifestement dû à une erreur, le destinataire doit en informer l'expéditeur.
Est-ce que le vendeur d'un magasin en ligne peut changer le prix après que la commande a été passée ?
L'art. 7, al 3. du code des obligations (CO) dispose que l'exposition des marchandises avec indication du prix est tenue dans la règle pour une offre. Autrement dit, l'acheteur qui a accepté l'offre a le droit d'obtenir la marchandise achetée telle qu'elle a été proposée. L'art. 7, al. 3, CO a été rédigé en vue du commerce traditionnel. Son application dans le cadre du commerce électronique est sujette à interprétation ; d'ailleurs, la justice ne s'est pas prononcée clairement à cet égard.
Une partie de la doctrine considère que, dans le cadre du commerce électronique, il ne s'agit pas d'une offre qui lie le vendeur au sens de l'art. 7, al. 3, CO, mais d'une invitation du vendeur à l'acheteur de faire une offre. Selon cette conception, c'est l'acheteur qui fait l'offre ; dès lors, le vendeur n'est lié qu'à partir du moment où il l'a acceptée. Il convient de remarquer que les normes de l'Association suisse de normalisation (SNV) concernant le commerce électronique sont aussi fondées sur cette conception du mécanisme de l'offre et de la demande.
Toutefois, l'élément d'appréciation déterminant est la manière dont le vendeur a motivé, dans le cas concret, sa relation commerciale avec l'acheteur. La forme de la relation commerciale est définie notamment par la présentation ou la formulation faite sur le site Internet et par les conditions générales du vendeur.
Quand est-ce que les conditions générales deviennent partie intégrante du contrat et quand sont-elles valables ?
Les conditions générales sont des conditions contractuelles préformulées pour un grand nombre de contrats et imposées unilatéralement par une partie lors de la conclusion du contrat.
Pour que les conditions générales fassent partie intégrante du contrat et entrent en vigueur, les trois conditions suivantes doivent être satisfaites :
Celui qui s'en prévaut doit informer l'autre partie que les conditions générales font partie intégrante du contrat.
L'autre partie doit pouvoir en prendre connaissance d'une manière acceptable. Qu'elle le fasse effectivement ou non ne joue aucun rôle.
Cependant, il est indispensable qu'elle déclare accepter les conditions générales dans le cadre de la conclusion du contrat.
Par ailleurs, les dispositions comprises dans les conditions générales auxquelles on ne peut pas s'attendre de bonne foi ne constituent pas des éléments du contrat. Cette règle dite des « clauses insolites » vise à protéger celui qui accepte des conditions générales sans y regarder de trop près.
Pour le reste, on se référera à l'art. 8 de la loi fédérale contre la concurrence déloyale (LCD), qui règle l'utilisation de conditions commerciales abusives.
Que faire si l’on est victime d'une méthode de vente ?
En matière de démarchage à domicile ou de contrats semblables, les dispositions des art. 40a ss. du code des obligations (CO) concernant le droit de révocation sont applicables. Sont considérés comme du démarchage à domicile les offres faites sur le lieu de travail du consommateur, dans ses locaux d'habitation ou dans leurs alentours immédiats, dans les transports publics ou sur la voie publique. Le droit de révocation s'applique aussi aux offres faites lors d'une manifestation publicitaire liée à une excursion ou à une occasion de même genre. Il vaut également pour les engagements pris par téléphone ou par un moyen semblable de télécommunication vocale instantanée. Par contre, le démarchage à un stand de marché ou de foire n'est pas assimilé à du démarchage à domicile. Par ailleurs, la prestation de l'acquéreur doit dépasser 100 francs pour que la transaction relève de l'art. 40a CO. Ces dispositions ne sont pas applicables aux contrats d'assurance.
Le fournisseur doit, par écrit, informer l'acquéreur de son droit de révocation, de la forme et du délai à observer pour le faire valoir, et lui communiquer son adresse. Une révocation doit être faite au vendeur par écrit. Le délai de révocation est de quatorze jours et court depuis que le client a demandé ou accepté le contrat et qu'il a été informé de son droit de révocation ainsi que de l'adresse du fournisseur.
L'art. 3 de la loi fédérale contre la concurrence déloyale (LCD) interdit les méthodes déloyales de publicité et de vente, en particulier les méthodes de ventes particulièrement agressives qui entravent la liberté de décision de la clientèle. Si ces dispositions ne sont pas respectées, il est possible d'intenter une action civile (art. 9 ss. LCD) ou de déposer plainte pénale (art. 23 LCD).
Le consommateur doit être conscient qu'un accord oral peut suffire à conclure un contrat.
Que peut-on faire si l’une des parties contractantes ne fournit pas sa prestation ?
Aux termes de l'art. 102 du code des obligations (CO), le créancier doit mettre en demeure le débiteur d'une obligation exigible, c'est-à-dire qu'il doit lui faire parvenir une interpellation par oral ou par écrit. Il est inutile d'adresser une interpellation notamment lorsque le jour de l'exécution a été déterminé d'un commun accord. Après l'interpellation, le créancier doit fixer au débiteur un délai convenable pour s'exécuter. Si la prestation n'est pas fournie à l'expiration de ce délai, le créancier a le droit de se départir du contrat (art. 107, al. 2, CO). Il doit en informer immédiatement le débiteur.
Quels sont les droits de l'acheteur lorsqu'il y a défaut de l'objet acheté ?
Selon les art. 197 ss. du code des obligations (CO), sont considérés comme objets défectueux ceux qui ne présentent pas les qualités promises ou attendues.
C'est le vendeur, et non le fabricant, qui est tenu de répondre de ces défauts (art. 197 ss. CO). Pour faire valoir ses droits, il est indispensable d'aviser le vendeur (de préférence par écrit) des défauts constatés. L'acheteur doit le faire le plus vite possible. En cas de défaut de la chose, la loi offre plusieurs possibilités à l'acheteur : faire résilier la vente (art. 205 CO), réclamer une réduction du prix d'achat (art. 205 CO) ou exiger le remplacement de l'objet défectueux (art. 206 CO).
Toutefois, ces dispositions ne sont pas de nature contraignante. Le vendeur a la possibilité de modifier, au moyen de conditions générales, les droits dont dispose l'acheteur de par la loi. Si les conditions générales limitent clairement les droits de l'acheteur à celui de faire réparer l'objet, l'acheteur ne peut faire valoir d'autres droits. On se référera à ce sujet à la FAQ concernant les réparations.
L'acheteur devrait s'informer avant chaque achat d'éventuelles conditions générales et, le cas échéant, les lire soigneusement. S'il existe des conditions générales, ce sont elles qui sont déterminantes. Sinon, les dispositions de la loi (art. 197 ss. CO) sont applicables.
Le délai pour une action en garantie est de deux ans à compter de la livraison (art. 210 CO). Lorsqu'il s'adresse à des consommateurs (à savoir des personnes qui achètent pour leur usage personnel ou familial) le vendeur (à savoir celui qui agit dans le cadre d'une activité professionnelle ou commerciale) ne peut pas raccourcir ce délai s'il vend un bien neuf. Il peut le raccourcir à un an au minimum s'il vend un bien d'occasion. Si le vendeur exclut totalement sa garantie il s'expose à un risque de non-conformité à l'art. 8 de la loi contre la concurrence déloyale (LCD).
Comment faire face aux problèmes liés à la réparation de la chose achetée sous garantie?
Le vendeur refuse de réparer à ses frais invoquant un cas non couvert par la garantie
Un refus est valable aux conditions suivantes:
les cas dans lesquels la garantie est exclue doivent être clairement spécifiés dans les conditions générales de vente.
si le vendeur invoque une utilisation non conforme ou une faute de l'utilisateur il doit fonder ses affirmations sur un rapport technique.
La preuve du défaut incombe à l'acheteur. Si le vendeur invoque une utilisation non conforme ou une faute de l'utilisateur, l'acheteur doit prouver le contraire. Pour ce faire il faudra le cas échéant recourir à une expertise technique de l'objet.
Le vendeur tarde à réparer
2 situations sont à distinguer :
Les conditions générales ne prévoient qu'un droit à la réparation :
Si aucun délai de réparation n'a été fixé, l'acheteur doit d'abord interpeller (un contact par téléphone suffit) le vendeur avant de lui fixer un délai (raisonnable) pour réparer. Si le vendeur n'agit pas dans le délai fixé l'acheteur peut résoudre le contrat de vente par déclaration au vendeur, c'est-à-dire restituer l'objet acheté et obtenir le remboursement du prix d'achat.
Les conditions générales prévoient un droit à la réparation et certains droits prévus par la loi :
Les autres droits prévus par la loi renaissent si la réparation n'est pas effectuée dans un délai raisonnable.
Le vendeur échoue à réparer
Si le vendeur n'est pas en mesure de réparer dans un délai approprié, soit que la réparation s'avère impossible, soit que la réparation s'avère infructueuse, l'acheteur peut résoudre le contrat de vente par déclaration au vendeur, c'est-à-dire restituer l'objet acheté et obtenir le remboursement du prix d'achat.
L'obtention d'un bien de remplacement
La loi n'accorde pas à l'acheteur un bien de remplacement pour la période durant laquelle le bien acheté est réparé. Il est en revanche possible que les conditions générales du vendeur mettent l'acheteur au bénéfice d'un tel droit.
L'objet est affecté de nouveaux défauts après la réparation
Afin de prévenir tout problème avec le vendeur l'acheteur devrait prendre les mesures suivantes:
lors de la remise du bien à réparer: obtenir un ticket de prise en charge qui mentionne les défauts et les accessoires déposés
lors de la reprise du bien réparé: examiner en présence du vendeur l'état du bien.
Est-il possible, dans le cas d'un produit défectueux, de faire valoir des dommages-intérêts auprès du fabricant ?
En vertu de l'art. 1 de la loi fédérale sur la responsabilité du fait des produits (LRFP), le producteur répond du dommage lorsqu'un produit défectueux cause :
la mort d'une personne ou provoque chez elle des lésions corporelles ;
un dommage à une chose ou la destruction d'une chose d'un type qui la destine habituellement à l'usage ou à la consommation privés et qui a été principalement utilisée à des fins privées par la victime.
On entend par « producteur » non seulement le producteur en tant que tel, mais aussi toute personne qui se présente comme producteur ainsi que l'importateur. Même le fournisseur est considéré comme « producteur ». (art. 2 LRFP)
La personne lésée n'a pas à prouver l'origine du défaut. Il suffit de montrer que le produit ne satisfaisait pas aux attentes en matière de sécurité du consommateur moyen.
La franchise à la charge de la victime en cas de dommage est de 900 francs (art. 6 LRFP).
Les prétentions en dommages-intérêts doivent être formulées par la victime avant l'expiration des délais de prescription et de péremption, respectivement de trois et de dix ans (art. 9 et 10 LRFP).
Quelle est la durée de validité d'un bon ?
La durée de validité d'un bon n'est pas spécialement réglée dans la loi. Ce sont les règles générales du droit des contrats qui s'appliquent.
Sous réserve des limites légales, la durée de validité du bon peut être fixée par les parties lors de l'achat du bon. Si le vendeur décide unilatéralement de la durée, il faut s'assurer que l'acheteur l'a bien accepté.
Les limites légales suivantes doivent être prises en compte en rapport avec la durée du bon qui a été décidée librement par les parties :
-Si la durée est prévue dans une clause de conditions générales, elle ne doit pas, selon l'art. 8 de la Loi contre la concurrence déloyale (LCD), défavoriser l'acheteur de manière notable et injustifiée. Des délais très courts ne seront ainsi probablement pas valables.
-Si, comme le soutient une partie de la doctrine, la durée d'un bon est assimilée à un délai de prescription, le bon aura une durée minimale de cinq ans dans tous les cas de livraison de biens de consommation, et de dix ans dans les autres cas. Ces durées correspondent en effet aux délais légaux de prescription, qui ne peuvent pas être raccourcis.
Le vendeur n'est pas tenu d''accepter le bon si celui-ci est échu ; s'il le fait, c'est à bien plaire.
Lors de la délivrance d'un bon, il convient de vérifier sa durée de validité et, le cas échéant, de convenir d'une durée plus longue.
La situation peut s'avérer problématique lors de la reprise ou de la fermeture d'un magasin. Dans un tel cas :
-si le nouveau propriétaire reprend le commerce de l'ancien propriétaire avec toutes ses dettes, il est tenu d'accepter le bon ;
-si le nouveau propriétaire ne reprend pas les dettes de son prédécesseur ou que le commerce ferme définitivement, le propriétaire précédent reste le débiteur du bon. Par conséquent, c'est à lui que le client doit s'adresser en théorie ; en pratique, il est très difficile de le faire.
Un appel vers un numéro 0800 entraîne-t-il des coûts à payer par l’appelant ?
Les conditions d'utilisation des numéros 0800 sont réglementées par l'ordonnance sur les ressources d'adressage dans le domaine des télécommunications (ORAT). Selon l'art. 24e al. 2 ORAT, les communications à destination des numéros nationaux du type 0800 et des numéros internationaux du type 00800 doivent être gratuites pour l'appelant. Sont cependant réservées, selon cette disposition, les taxes éventuelles perçues pour l'utilisation d'un raccordement sans contrat d'abonnement ; sont visés ici les appels passés depuis un poste téléphonique payant public ou un téléphone portable avec carte à prépaiement.
Lorsque des taxes liées à l'appel d'un numéro 0800 sont perçues, l'opérateur est tenu, conformément à l'ordonnance sur l'indication des prix (OIP), d'indiquer les suppléments tarifaires de manière à ce qu'ils soient faciles à consulter et bien lisibles.
Dans quelle(s) langue(s) les modes d’emploi et les avertissements doivent-ils être rédigés?
A moins que des prescriptions spécifiques n'aient été fixées dans des prescriptions de loi similaires sur la sécurité des produits, c'est l'article 8 de l'ordonnance sur la sécurité des produits (OSPro) qui détermine dans quelle(s) langue(s) les modes d'emploi et les avertissements doivent être rédigés.
Selon l'art. 8 al. 1 OSPro les notices d'instruction, d'utilisation et d'entretien ainsi que les brochures d'information doivent être rédigées dans la langue officielle de la Suisse de la partie du pays où il est prévu que le produit soit utilisé.
Selon l'art. 8 al. 2 OSPro, les mises en garde et les précautions d'emploi, lorsqu'elles sont fournies sous forme de texte (et non sous forme de symboles), doivent être rédigées dans toutes les langues officielles de la Suisse.
Des prescriptions spécifiques s'appliquent notamment dans les domaines suivants :
◾Denrées alimentaires et objets usuels : Art. 26 al. 4 et art. 31 al. 2 lit. c ODAlOUs (Ordonnance sur les denrées alimentaires et les objets usuels, RS 817.02)
◾Jouets : Chiffre II al. 1 lit. c de l'annexe 3 de l'OSJo (Ordonnance sur la sécurité des jouets, RS 817.044.1)
◾Cosmétiques : Art. 3 al. 2 OCos (Ordonnance du DFI sur les cosmétiques , RS 817.023.31)
◾Lentilles : Art. 11 al. 2 Ordonnance sur les objets destinés à entrer en contact avec le corps humain (Ordonnance du DFI sur les objets destinés à entrer en contact avec les muqueuses, la peau ou le système pileux et capillaire, et sur les bougies, les allumettes, les briquets et les articles de farces et attrapes, RS 817.023.41)
◾Médicaments : Art. 14 Oméd (Ordonnance sur les médicaments, RS 812.212.21)
◾Dispositifs médicaux : Art. 7 ODim (Ordonnance sur les dispositifs médicaux, RS 812.213)
◾Produits chimiques : notamment art. 47 OChim (Ordonnance sur les produits chimiques, RS 813.11) et Annexes de l'ORRChim (Ordonnance sur la réduction des risques liés à l'utilisation de substances, de préparations et d'objets particulièrement dangereux, RS 814.81)
Commande de produits à l’étranger : quels sont les coûts ?
Avant de commander des produits à l’étranger il faut notamment être attentif aux points suivants en ce qui concerne les coûts qui pourraient s’ajouter au prix d’achat :
Frais de transport
Il faut vérifier si les frais de transport sont à supporter par le vendeur ou l’acheteur. Les frais de transport peuvent par ailleurs varier en fonction du transporteur (poste ou transitaire privé) ; avant de passer commande sur Internet il est donc important de savoir quel est le transporteur et quel est le prix qu’il réclame pour le transport.
Frais de dédouanement
Les envois en provenance de l’étranger doivent être déclarés à la douane. Dans le trafic postal et le trafic de courrier rapide le dédouanement est assuré par le transporteur (poste ou transitaire privé). Pour couvrir les frais de dédouanement, le transporteur demande une indemnisation qui varie en fonction de la prestation fournie. Avant de passer commande sur Internet, il est donc important de savoir quel est le transporteur et quels sont les frais qu’il réclame pour le dédouanement. Les frais de dédouanement font l’objet d’accords à l’amiable entre le Surveillant des prix et La Poste, ainsi que divers transitaires privés (https://www.preisueberwacher.admin.ch/pue/fr/home/themes/ilot-de-cherte---politique-de-prix/frais-de-dedouanement.html(21)).
Droits de douane et taxe sur la valeur ajoutée
Sur la base de la déclaration en douane les autorités douanières calculent les impôts résultant de l’importation, à savoir les droits de douane et la taxe sur la valeur ajoutée (TVA).
La perception des droits de douane se fonde exclusivement sur des bases de calcul spécifiques, en règle générale sur le poids brut. En principe, les droits de douane ne dépassent pas 1 franc par kilogramme. En fonction de la marchandise commandée, d’autres redevances élevées peuvent être perçues (par ex. impôt sur la bière ou droits de monopole sur les boissons alcooliques, impôt sur le tabac etc.).
Le taux normal de TVA s’élève à 8 %. Certains biens de consommation courante (par ex. les denrées alimentaires ou les livres) sont soumis au taux réduit de 2,5 %.
Les droits de douane et la TVA ne sont pas perçus s’ils n’excèdent pas 5 francs par déclaration douanière. La limite supérieure de la valeur d’une marchandise (frais de transport inclus) permettant l’importation en franchise de TVA est donc fixée à 62 francs pour les biens soumis à un taux de TVA de 8 %, respectivement à 200 francs pour les biens soumis à un taux de TVA de 2,5 %.
Autres coûts éventuels
L'importation, l'exportation ou le transit de certains produits ou marchandises sont interdits, restreints ou autorisés seulement sur présentation du permis correspondant. Le non-respect de ces exigences est susceptible d’entraîner des coûts.
Pour plus d’informations sur les achats effectués sur Internet et sur l’importation de marchandises en Suisse il est renvoyé aux liens suivants de l’Administration fédérale des douanes :
https://www.ezv.admin.ch/ezv/fr/home/infos-pour-particuliers/achats-effectues-sur-internet--envois-postaux-et-envois-expedies.html(22)
https://www.ezv.admin.ch/ezv/fr/home/infos-pour-particuliers/achats-effectues-sur-internet--envois-postaux-et-envois-expedies/importation-en-suisse.html(23).
Les sociétés de recouvrement peuvent-elles prélever des frais de recouvrement (« dommage supplémentaire résultant de la demeure ») auprès du débiteur ?
Cas dans lesquels les frais de recouvrement ont été convenus par contrat
En principe, les frais de recouvrement, y compris leur montant, peuvent être fixés par contrat. Lorsque les frais sont définis dans les conditions générales, l’art. 8 de la loi fédérale contre la concurrence déloyale (LCD) et la règle dite de l’insolite doivent être respectés (v. à ce sujet la FAQ 7). Si ces frais sont excessifs, l’art. 163, al. 3, du code des obligations (CO) permet au juge de les réduire.
Cas dans lesquels les frais de recouvrement n’ont pas été convenus par contrat
La jurisprudence n’est pas claire quant à la question de savoir si et dans quelles conditions le créancier, ou la société de recouvrement en tant que représentante de celui-ci, peut exiger du débiteur, en vertu de l’art. 106 CO, la prise en charge des frais de la société de recouvrement (note d’honoraires, dépenses, etc.). Si l’on s’inspire de la doctrine dominante et de la jurisprudence, on peut retenir les principes suivants :
- s’agissant des dettes d’argent, la réparation du dommage supplémentaire n’est due que si le dommage est supérieur à l’intérêt moratoire fixé dans la loi ou par contrat ; le dommage supplémentaire et l’intérêt moratoire ne se cumulent pas ;
- le créancier doit prouver qu’il a subi un dommage supplémentaire en raison de la demeure ;
- la réparation ne peut pas porter sur les frais du premier rappel ; les dispositions contractuelles ou légales s’écartant de ce principe, comme l’art. 20, al. 1, de la loi du 2 avril 1908 sur le contrat d’assurance (LCA) et l’art. 34a, al. 2, du règlement du 31 octobre 1947 sur l’assurance-vieillesse et survivants (RAVS), sont réservées. Le créancier ne peut pas en principe non plus se faire rembourser pour ses propres démarches. Les frais résultant du recours aux services d’une société de recouvrement peuvent être considérés comme dommage supplémentaire si le recours à ces services était requis en l’espèce ;
- l’art. 27, al. 3, de la loi fédérale sur la poursuite pour dettes et la faillite (LP) n’exclut pas un accord contractuel portant sur le report sur le débiteur des frais résultant du recours à une société de recouvrement lorsque ces frais sont imputables à des actes de procédure de rappel. Néanmoins, les réflexions à la base de la loi, selon lesquelles la procédure de poursuite peut en règle générale se dérouler sans l’assistance d’un représentant professionnel, peuvent s’appliquer à la procédure de rappel ; il faut en tenir compte lorsqu’il s’agit d’examiner si cette assistance était requise.
Règlement des litiges de consommation et instances de plaintes
Règlement des litiges de consommation
On trouve en Suisse des organismes de règlement extrajudiciaire des litiges en particulier dans les domaines suivants:
E-Commerce
Ombudsstelle E-Commerce
Domaines d'activité : différends à l'égard d'entreprises portant sur des achats faits sur internet.
Coûts : gratuit
L'Ombudsstelle E-Commerce ne peut être saisie que lorsque aucun accord n'a été trouvé par le biais d'un contact direct avec l'entreprise concernée. Sur la base des faits exposés, elle prend une décision sous la forme d'une recommandation, qui a pour but de parvenir à un consensus. En cas de désaccord avec la recommandation, il est possible de faire recours auprès de l'Ombudsrat, qui, à son tour, rend une décision, qui est indépendante de la première recommandation. Si les parties ne sont pas non plus d'accord avec cette décision, il convient alors d'agir par la voie civile.
Prévention et protection de la jeunesse
Prévention
A priori, la prévention au sens général du terme ne fait pas partie du champ de compétences de la Régie fédérale des alcools (RFA) . Chargée de la réglementation du commerce et de la publicité pour l'alcool, son rôle se concentre avant tout sur les aspects structurels de la prévention, à savoir le contrôle et l'amélioration du respect des dispositions légales. Les restrictions en matière d'accessibilité aux boissons alcooliques sont appelées mesures de prévention structurelle. Limiter la disponibilité signifie canaliser l'accès aux boissons alcooliques et influer sur l'offre. L'imposition de l'alcool, le contrôle de la production et du commerce, les limitations de la publicité et les prescriptions d'âges seuils figurent ainsi au nombre des mesures qui relèvent du domaine d'activité de la RFA.
Limites d'âge et protection de la jeunesse
La loi interdit la vente ou la remise gratuite
-
de bière, de vin et de cidre aux jeunes de moins de 16 ans;
-
de boissons spiritueuses, d'apéritifs et d'alcopops aux jeunes de moins de 18 ans.
En cas de doute sur l'âge d'un client, une pièce d'identité officielle (passeport, carte d'identité ou permis de conduire) doit être exigée afin de déterminer l'âge exact de la personne concernée.
Le lieu de vente doit être muni d'un écriteau bien visible indiquant clairement les restrictions s'appliquant à la remise de boissons alcooliques aux jeunes.
Les cantons et les points de vente peuvent appliquer des règles plus strictes que les lois fédérales. Au Tessin et dans certains stades, il est ainsi interdit de vendre des boissons alcooliques aux jeunes de moins de 18 ans.
Rechtsgrundlagen
Häufige Fragen (FAQ)
1. Wann kann man einen Vertrag anfechten?
Ein Vertrag kann nur angefochten werden, wenn er einen Mangel aufweist. Namentlich die folgenden Mängel können den Vertrag belasten:
Art. 21 Obligationenrecht (OR) regelt den Fall der Übervorteilung. Wird ein offenbares Missverhältnis zwischen der Leistung und der Gegenleistung durch einen Vertrag begründet, dessen Abschluss von dem einen Teil durch Ausbeutung der Notlage, der Unerfahrenheit oder des Leichtsinns des andern herbeigeführt worden ist, so kann der Verletzte innerhalb Jahresfrist erklären, dass er den Vertrag nicht halte, und das schon Geleistete zurückverlangen.
Art. 23 und 24 OR regeln den Fall des Irrtums beim Vertragsabschluss. Der Vertrag ist für denjenigen unverbindlich, der sich beim Abschluss des Vertrages im Irrtum befunden hat. Es muss sich dabei um einen wesentlichen Irrtum handeln. Wesentlich ist ein Irrtum nur, wenn der Irrende den Vertrag, bei Kenntnis des wahren Sachverhalts, nicht abgeschlossen hätte. Es ist angebracht, der Gegenpartei (am besten schriftlich) mitzuteilen, dass der abgeschlossene Vertrag aufgrund des wesentlichen Irrtums als nichtig betrachtet wird.
Für denjenigen, der durch absichtliche Täuschung (Art. 28 OR) seitens des andern zum Vertragsabschluss verleitet worden ist, ist der Vertrag nicht verbindlich. Von absichtlicher Täuschung spricht man, wenn der Vertragspartner eine gewisse Tatsache vorspiegelt oder unterdrückt, also z. B. einen gewissen Qualitätsstandard vorspiegelt. Es ist angebracht, der Gegenpartei (am besten schriftlich) mitzuteilen, dass der abgeschlossene Vertrag aufgrund der Täuschung als nichtig betrachtet wird.
Zu beachten ist, dass das Widerrufsrecht auch erlaubt, auf den geschlossenen Vertrag zurückzukommen. Es wird auf die FAQ zu diesem Thema verwiesen.
2. Gibt es ein allgemeines Rücktrittsrecht?
Schliessen zwei Parteien einen Vertrag ab, so sind beide grundsätzlich verpflichtet diesen einzuhalten. Ein Widerrufsrecht besteht nur bei ganz bestimmten Verträgen:
bei einem Haustürgeschäft (Art. 40a ff. Obligationenrecht (OR)).
bei einem Konsumkreditgeschäft (Art. 16 Konsumkreditgesetz (KKG))
bei einem Auftrag (Art. 404 OR)
bei einem Auftrag zur Ehe- oder zur Partnerschaftsvermittlung (Art. 406e OR)
Es ist allerdings möglich, dass der Händler allgemeine Geschäftsbedingungen (AGB) aufgestellt hat, in denen ein allgemeines Rücktrittsrecht vorgesehen ist. Die AGB des Händlers sind deshalb zu lesen, um herauszufinden, ob er ein Rücktrittsrecht gewährt und unter welcher Voraussetzung dieses Recht geltend gemacht werden kann.
3. Können Minderjährige gültig Verträge abschliessen?
Als Minderjährige gelten Personen, die das 18. Lebensjahr noch nicht vollendet haben. Gemäss Art.19 des Schweizerischen Zivilgesetzbuches (ZGB) sind Rechtsgeschäfte, welche urteilsfähige Minderjährige abschliessen, schwebend wirksam, wenn sie nicht mit Einwilligung des gesetzlichen Vertreters (in der Regel die Eltern) abgeschlossen werden. Die Einwilligung des gesetzlichen Vertreters kann vor, während oder nach der Handlung erteilt werden. Ob die Eltern dem Handeln des Kindes zugestimmt haben, entscheidet sich aufgrund des Vertrauensprinzips (Art. 2 ZGB). Fraglich ist, ob Eltern, die ihren Kindern den freien Zugang zum Internet gewähren, damit global ihre Einwilligung zu Rechtsgeschäften geben. Im Allgemeinen geht man jedoch davon aus, dass die Eltern auch hier dem einzelnen Vertrag zustimmen müssen.
Wenn die Eltern mit der Handlung ihres Kindes nicht einverstanden sind, müssen sie dessen Vertragspartner hiervon sofort in Kenntnis setzen.
Eine erweiterte Handlungsfähigkeit erlangt das Kind im Rahmen des ihm zustehenden Kindesvermögens (Taschengeld, Arbeitserwerb).
Urteilsunfähige Minderjährige dürfen keine Verträge abschliessen. Art. 16 ZGB definiert die Urteilsfähigkeit.
4. Wie sollte man sich verhalten, wenn man Opfer einer Internetschwindlerei geworden ist?
Scheinbare Gratisangebote haben das Staatssekretariat für Wirtschaft (SECO) dazu veranlasst, die Broschüre „Vorsicht vor Internetschwindlereien!" mit praktischen Ratschlägen zu veröffentlichen.
Folgendes ist zu beachten:
Die Partei, welche über eine Webseite irrtümlich einen entgeltlichen Vertrag abgeschlossen hat, kann den Vertrag innerhalb eines Jahres seit Entdeckung des Irrtums - am besten schriftlich per eingeschriebenem Brief - anfechten, indem sie der Gegenpartei erklärt, sie sei getäuscht worden und den Vertrag deshalb als ungültig betrachte. Nach Schweizer Recht und auch nach deutschem Recht hat die Anfechtungserklärung die Ungültigkeit des Vertrags zur Folge (Art. 23 ff. Obligationenrecht (OR)).
Falls eine Inkassogesellschaft oder sonst ein Vertreter der Gegenpartei auf Bezahlung der fraglichen Geldforderung beharrt, sollte die getäuschte Partei auch gegenüber dem Vertreter der Gegenpartei auf die Ungültigkeit des Vertrags hinweisen.
Nur der Zivilrichter kann auf erhobene Klage derjenigen Partei, die am Vertrag festhält, in Kenntnis sämtlicher Umstände definitiv beurteilen, ob ein angefochtener Vertrag ungültig ist.
Zu den Betrügereien im Allgemeinen haben das SECO und das BFK gemeinsam die Broschüre „Zu schön, um wahr zu sein! Wie erkennen Sie eine Konsumentenfalle?" veröffentlicht.
5. Was kann ich tun, wenn ich unaufgefordert eine Zusendung/Lieferung erhalte?
Nach Art. 6a Obligationenrecht (OR) gilt folgende Regelung: Die Zusendung einer unbestellten Sache stellt keinen Antrag dar. Der Empfänger einer solchen Sache ist weder zur Rücksendung noch zur Aufbewahrung verpflichtet. Ist eine unbestellte Sache offensichtlich irrtümlich zugesandt worden, so muss der Empfänger den Absender benachrichtigen.
6. Kann der Verkäufer eines Online-Shops nach der Bestellung den Preis ändern?
Art. 7 Abs. 3 Obligationenrecht (OR) regelt, dass die Auslage von Waren mit Angabe des Preises in der Regel als Antrag gilt. Dies bedeutet, dass dem Käufer, wenn er den Antrag akzeptiert hat, das Recht zusteht, die gekaufte Ware so zu erhalten, wie sie vorgeschlagen wurde. Diese Regel des Art. 7 Abs. 3 OR wurde für den traditionellen Handel erstellt. Seine Anwendung auf den elektronischen Handel erlaubt Interpretationen und wurde durch die Justiz nicht entschieden.
Für einen Teil der Doktrin spricht man im Bereich des elektronischen Handels nicht von einem Antrag, der den Verkäufer im Sinne des Art. 7 Abs. 3 OR bindet, sondern von einer Einladung des Käufers durch den Verkäufer, einen Antrag zu machen. Gemäss dieser Konzeption ist es der Käufer, der das Angebot macht und der Verkäufer ist erst von dem Moment an gebunden, indem er das fragliche Angebot akzeptiert. Zu beachten ist, dass sich die Normen der Schweizerischen Normen-Vereinigung SNV über den elektronischen Handel ebenfalls auf eine solche Auffassung des Mechanismus zwischen Angebot und Nachfrage stützen.
Das massgebende Beurteilungselement ist jedoch die Art und Weise, wie der Verkäufer im Einzelfall seine Geschäftsbeziehung zum Käufer begründet hat. Es sind insbesondere die folgenden Punkte, welche die Gestaltung der Geschäftsbeziehung bestimmen: die auf der Internetseite verfügbare Präsentation oder Formulierung und die Allgemeinen Geschäftsbedingungen des Verkäufers.
7. Wann werden allgemeine Geschäftsbedingungen Vertragsinhalt bzw. wann sind sie gültig?
Allgemeine Geschäftsbedingungen (AGB) sind typischerweise für eine Vielzahl von Verträgen vorformulierte Vertragsbedingungen, die eine Vertragspartei (Verwender) der anderen bei Abschluss des Vertrages stellt. Damit AGB Vertragsbestandteil werden und somit überhaupt erst Geltung erlangen, müssen folgende Voraussetzungen erfüllt sein:
Zunächst muss der Verwender die Gegenpartei darauf hinweisen, dass die AGB Vertragsinhalt werden sollen.
Sodann muss die Gegenpartei sie in zumutbarer Weise zur Kenntnis nehmen können. Dass die Gegenpartei die AGB tatsächlich zur Kenntnis genommen hat, ist hingegen nicht vorausgesetzt.
Unerlässlich ist jedoch, dass die Gegenpartei im Rahmen des Vertragsschlusses ihr Einverständnis mit den AGB erklärt.
Bestimmungen in AGB, mit denen der Vertragspartner des Verwenders nach Treu und Glauben nicht zu rechnen braucht, werden ausserdem nicht Bestandteil des Vertrages. Mittels dieser so genannten Ungewöhnlichkeitsregel soll derjenige, der AGB mehr oder weniger ungeschaut akzeptiert, vor überraschenden Klauseln geschützt werden.
Zu beachten ist Art. 8 des Bundesgesetzes gegen den unlauteren Wettbewerb (UWG), der die Verwendung missbräuchlicher Geschäftsbedingungen regelt.
8. Was ist zu tun, wenn man Opfer einer Verkaufsmethode geworden ist?
Bei Haustürgeschäften und ähnlichen Verträgen gelangen die Art. 40a ff. Obligationenrecht (OR) zum Widerrufsrecht zur Anwendung. Zu den Haustürgeschäften zählen Anträge, die am Arbeitsplatz des Konsumenten, in seinen Wohnräumen oder in deren unmittelbaren Umgebung, in öffentlichen Verkehrsmitteln oder auf öffentlichen Strassen und Plätzen gemacht wurden. Das Widerrufsrecht gilt auch für Anträge, die an einer Werbeveranstaltung, welche mit einer Ausflugsfahrt oder einem ähnlichen Anlass verbunden war, gemacht wurden. Ausserdem gilt es bei Kundenwerbung am Telefon oder über vergleichbare Mittel der gleichzeitigen mündlichen Telekommunikation. Demgegenüber zählen Kundenwerbung anlässlich eines Markts oder einer Messe nicht zu den Haustürgeschäften. Um als Haustürgeschäft im Sinne des Art. 40a OR zu gelten, muss die Leistung des Kunden 100 Franken übersteigen. Diese Bestimmungen gelten nicht für Versicherungsverträge.
Der Anbieter muss den Kunden schriftlich über das Widerrufsrecht sowie über Form und Frist des Widerrufs unterrichten und ihm seine Adresse bekannt geben. Im Falle eines Widerrufs muss der Kunde diesen dem Anbieter schriftlich erklären. Die Widerrufsfrist beträgt 14 Tage und beginnt, sobald der Kunde den Vertrag beantragt oder angenommen hat und durch den Anbieter über den Widerruf und die Adresse orientiert worden ist.
Art. 3 des Bundesgesetzes gegen den unlauteren Wettbewerb (UWG) verbietet die Anwendung von unlauteren Werbe- und Verkaufsmethoden, insbesondere die Anwendung von besonders aggressiven Verkaufsmethoden, die den Kunden in seiner Entscheidungsfreiheit beeinträchtigen. Falls gegen diese Bestimmungen verstossen wird, kann entweder eine zivilrechtliche Klage nach Art. 9 ff. UWG eingereicht werden oder ein Strafantrag nach Art. 23 UWG.
Der Konsument muss sich bewusst sein, dass eine mündliche Zusage für einen Vertragsabschluss genügen kann.
9. Was kann man tun, wenn der Vertragspartner seine Leistung nicht erbringt?
Gemäss Art. 102 Obligationenrecht (OR) hat der Gläubiger den Schuldner im Falle der Fälligkeit der Verbindlichkeit in Verzug zu setzen, d.h. er muss ihm eine schriftliche oder mündliche Mahnung zukommen lassen. Eine Mahnung erübrigt sich namentlich wenn für die Erfüllung ein bestimmter Verfalltag verabredet worden ist. Nach der Mahnung muss dem Schuldner eine angemessene Frist gesetzt werden, bis zu deren Ablauf er erfüllen muss. Bleibt die Leistung auch bis zu diesem Zeitpunkt aus, hat der Gläubiger das Recht, vom Vertrag zurückzutreten (Art. 107 Abs. 2 OR). Er muss den Schuldner hiervon unverzüglich in Kenntnis setzen.
10. Welches sind die Ansprüche des Käufers im Falle eines Mangels an der Kaufsache?
Als mangelhaft nach Art. 197 ff. Obligationenrecht (OR) gilt eine Sache, die nicht die versprochenen oder zu erwartenden Eigenschaften aufweist.
Der Verkäufer, nicht der Hersteller, hat für die Mängel nach Art. 197 ff. OR einzustehen. Um seine Rechte nach dem Gesetz geltend zu machen, ist es unabdingbar, die Mängel dem Verkäufer (am besten schriftlich) anzuzeigen. Die Anzeige ist so schnell wie möglich vorzunehmen. Im Falle eines Mangels stehen dem Käufer von Gesetzes wegen verschiedene Möglichkeiten zur Verfügung: Er kann entweder den Kauf rückgängig machen (Art. 205 OR), eine Minderung des Kaufpreises fordern (Art. 205 OR) oder den Ersatz durch ein mangelfreies Produkt verlangen (Art. 206 OR).
Diese gesetzlichen Regeln sind jedoch nicht zwingender Natur. Der Verkäufer kann die Rechte, die der Käufer von Gesetzes wegen hat, anhand der allgemeinen Geschäftsbedingungen (AGB) ändern. Falls die AGB dem Käufer in klarer Weise lediglich ein Recht auf Reparatur zugestehen, so kann er nur dieses Recht geltend machen. Für Probleme im Zusammenhang mit Reparaturen wird auf die FAQ zu diesem Thema verwiesen.
Vor jedem Kauf sollte der Käufer herausfinden, ob AGB vorhanden sind und sorgfältig überprüfen, was diese vorsehen. Falls es solche AGB gibt, sind die darin vorgesehenen Rechte massgebend. Falls keine AGB vorliegen, bestimmt das Gesetz (Art. 197 ff. OR), welche Rechte geltend zu machen sind.
Die Frist für Klagen auf Garantie ist zwei Jahre seit Ablieferung der Ware an den Käufer (Art. 210 OR). Im Falle von Lieferungen an Konsumenten (Personen, welche für ihren persönlichen oder familiären Gebrauch kaufen), kann der Verkäufer (derjenige der im Rahmen seiner beruflichen oder gewerblichen Tätigkeit handelt) diese Frist nicht verkürzen, sofern es sich um Neuwaren handelt. Er kann diese Frist aber auf mindestens ein Jahr verkürzen, wenn er gebrauchte Waren verkauft. Schliesst der Verkäufer die Garantie total aus, so riskiert er dem Art. 8 des Gesetzes gegen den unlauteren Wettbewerb (UWG) nicht mehr zu entsprechen.
11. Wie soll man sich bei Problemen im Zusammenhang mit Reparaturen einer gekauften Sache unter Garantie verhalten?
• Der Verkäufer lehnt eine Reparatur zu seinen Lasten ab, indem er geltend macht, der Fall sei nicht durch die Garantie gedeckt:
Eine Ablehnung ist unter folgenden Bedingungen gültig: Die Fälle, in denen die Garantie ausgeschlossen ist, müssen in klarer Weise in den Allgemeinen Geschäftsbedingungen aufgeführt werden. Macht der Verkäufer eine unsachgemässe Benutzung oder einen Fehler des Benutzers geltend, muss er seine Behauptung auf einen technischen Bericht abstützen. Der Beweis eines Mangels obliegt dem Käufer. Macht der Verkäufer eine unsachgemässe Benutzung oder einen Fehler des Benutzers geltend, muss der Käufer das Gegenteil beweisen. Dafür muss man gegebenenfalls auf eine technische Expertise des Gegenstandes zurückgreifen.
• Der Verkäufer schiebt die Reparatur hinaus:
Zwei Situationen sind zu unterscheiden:
Die Allgemeinen Geschäftsbedingungen sehen nur ein Reparaturrecht vor: Wenn keine Frist für die Reparatur festgelegt wurde, muss der Käufer den Verkäufer zuerst zur Reparatur anhalten (ein Kontakt per Telefon genügt), bevor er ihm eine (angemessene) Frist für die Reparatur ansetzt. Handelt der Verkäufer nicht innerhalb dieser festgelegten Frist, kann der Käufer den Vertrag mittels Erklärung dem Verkäufer gegenüber auflösen, d.h. den gekauften Gegenstand zurückgeben und die Rückerstattung des Kaufpreises erhalten.
Die Allgemeinen Geschäftsbedingungen sehen ein Reparaturrecht und gewisse gesetzlich vorgesehene Rechte vor: Die anderen gesetzlich vorgesehenen Rechte leben wieder auf, wenn die Reparatur nicht innerhalb einer angemessenen Frist durchgeführt wird.
• Die Reparatur durch den Verkäufer misslingt:
Ist der Verkäufer nicht in der Lage, die Reparatur innerhalb einer geeigneten Frist vorzunehmen, entweder weil sich die Reparatur als unmöglich oder als erfolglos erweist, kann der Käufer den Vertrag mittels Erklärung dem Verkäufer gegenüber auflösen, d.h. den gekauften Gegenstand zurückgeben und die Rückerstattung des Kaufpreises erhalten.
• Ersatzgeräte:
Gemäss Gesetz hat der Käufer kein Anrecht auf ein Ersatzgerät für die Dauer der Reparatur des gekauften Gegenstandes. Es ist hingegen möglich, dass die Allgemeinen Geschäftsbedingungen des Verkäufers dem Käufer ein solches Recht zugestehen.
• Der Gegenstand ist nach der Reparatur von neuen Mängeln betroffen:
Um Probleme mit dem Verkäufer zu verhindern, müsste der Käufer die folgenden Massnahmen ergreifen: Bei der Abgabe des Gegenstandes zur Reparatur sollte er eine Empfangsbescheinigung erhalten, welche die Mängel und das mitgelieferte Zubehör erwähnt. Bei der Abholung des reparierten Gegenstandes sollte er in Anwesenheit des Verkäufers den Zustand des retournierten Gegenstandes überprüfen.
12. Ist es möglich, bei einem fehlerhaften Produkt Schadenersatzansprüche gegenüber dem Hersteller geltend zu machen?
Gemäss Art. 1 des Bundesgesetzes über die Produktehaftpflicht (PrHG) haftet die herstellende Person (Herstellerin) für den Schaden, wenn ein fehlerhaftes Produkt dazu führt, dass:
a. eine Person getötet oder verletzt wird;
b. eine Sache beschädigt oder zerstört wird, die nach ihrer Art gewöhnlich zum privaten Gebrauch oder Verbrauch bestimmt und vom Geschädigten hauptsächlich privat verwendet worden ist.
Gemäss Art. 2 PrHG ist „Herstellerin" nicht nur der „Hersteller" als solcher, sondern auch derjenige, der sich als „Hersteller" ausgibt sowie der Importeur. Sogar der Lieferant des in Frage stehenden Produkts gilt als „Hersteller".
Der Geschädigte hat nicht die Ursache des Mangels zu beweisen, sondern es genügt, wenn er aufzeigt, dass das Produkt die berechtigten Sicherheitserwartungen des durchschnittlichen Konsumenten nicht erfüllte.
Der Selbstbehalt des Geschädigten bei Sachschäden beträgt 900 Franken (Art. 6 PrHG).
Um seine Schadenersatzansprüche geltend zu machen, muss der Geschädigte die gesetzlichen Verjährungs- und Verwirkungsfristen (Art. 9/10 PrHG) von 3 bzw. 10 Jahren einhalten.
13. Wie lange sind Gutscheine gültig?
Die Gültigkeitsdauer von Gutscheinen ist im Gesetz nicht speziell geregelt. Die allgemeinen Regeln des Vertragsrechts sind somit anwendbar.
Unter Vorbehalt der gesetzlichen Grenzen, kann die Gültigkeitsdauer von Gutscheinen von den Parteien bei dessen Kauf festgelegt werden. Sollte der Verkäufer die Dauer einseitig bestimmen, ist es nötig, dass der Käufer dies auch akzeptiert hat. Die folgenden gesetzlichen Grenzen müssen in Betracht gezogen werden, wenn die Gültigkeitsdauer des Gutscheins durch die Parteien selber bestimmt wird:
Falls die Dauer in den Allgemeinen Geschäftsbedingungen festgehalten ist, dann darf diese nach Art. 8 des Gesetzes gegen den unlauteren Wettbewerb (UWG) den Käufer nicht erheblich und in einer ungerechtfertigten Weise benachteiligen. Sind die Fristen zu kurz, so wären diese wahrscheinlich nicht gültig.
Falls, wie ein Teil der Lehre dies vertritt, die Dauer des Gutscheins mit den Verjährungsfristen gleichgesetzt ist, dann wird der Gutschein während einer minimalen Dauer von fünf Jahren für alle Lieferungen von Konsumgütern und zehn Jahre für alle anderen Fälle gültig sein. Diese Dauer entspricht nämlich den gesetzlichen Verjährungsfristen, welche nicht verkürzt werden dürfen.
Der Verkäufer ist nicht verpflichtet, den Gutschein nach Ablauf der Gültigkeitsdauer zu akzeptieren; er kann dies jedoch aus Gefälligkeit tun.
Bei der Aushändigung eines Gutscheins ist die Gültigkeitsdauer des Gutscheins zu prüfen und gegebenenfalls eine längere Dauer zu vereinbaren.
Problematisch kann sich die Situation bei der Übernahme des Geschäfts oder dessen Schliessung darstellen. In diesem Fall gilt Folgendes:
Falls der neue Erwerber das Geschäft inklusive Schulden vom früheren Eigentümer übernimmt, muss er den Gutschein akzeptieren.
Falls der neue Erwerber die Schulden nicht übernimmt oder das Geschäft definitiv geschlossen wird, bleibt der frühere Eigentümer Schuldner des Gutscheins. Der Kunde muss sich folglich an diesen wenden, was sich jedoch in der Praxis als schwierig herausstellt.
14. Ist ein Anruf auf eine 0800-Nummer für den Anrufenden kostenpflichtig?
Die Nutzungsbedingungen der 0800-Nummern werden in der Verordnung über die Adressierungselemente im Fernmeldebereich (AEFV) geregelt. Gemäss Art. 24e Abs. 2 AEFV müssen Verbindungen zu den nationalen Nummern des Typs 0800 und den internationalen Nummern des Typs 00800 für den Anrufenden zwar grundsätzlich kostenlos sein, vorbehalten bleiben aber allfällige Gebühren für die Benutzung eines Anschlusses ohne Abonnementsvertrag, beispielsweise einer öffentlichen Sprechstelle oder eines Mobilanschlusses mit vorausbezahlten Gesprächskosten. Falls Gebühren für einen Anruf auf eine 0800-Nummer erhoben werden, sind die Anbieter gemäss der Preisbekanntgabe-Verordnung (PBV) verpflichtet, diese Tarifzuschläge in leicht zugänglicher und gut lesbarer Form bekanntzugeben.
15. In welcher Sprache bzw. in welchen Sprachen müssen Bedienungsanleitungen und Warnhinweise abgefasst sein?
Ausgenommen besondere, spezialgesetzlich geregelte Fälle, bestimmt Art. 8 der Verordnung über die Produktesicherheit (PrSV) in welcher Sprache bzw. in welchen Sprachen Bedienungsanleitungen und Warnhinweise abgefasst werden müssen. Gemäss Art. 8 Abs. 1 PrSV müssen Betriebs-, Bedienungs- und Wartungsanleitungen sowie Informationsbroschüren in der schweizerischen Amtssprache des Landesteiles abgefasst sein, in dem das Produkt voraussichtlich verwendet wird. Gemäss Art. 8 Abs. 2 PrSV müssen Warn- und Sicherheitshinweise in Textform (im Gegensatz zu Symbolen) in allen schweizerischen Amtssprachen abgefasst sein. Besondere Regeln gelten namentlich in folgenden Bereichen:
Lebensmittel und Gebrauchsgegenstände : Art. 26 Abs. 4 und Art. 31 Abs. 2 lit. c LGV (Lebensmittel- und Gebrauchsgegenständeverordnung, SR 817.02)
Spielzeuge: Zif. II Abs. 1 lit. c des Anhangs 3 VSS (Spielzeugverordnung, SR 817.044.1) Kosmetische Mittel: Art. 11 Abs. 2 VKos (Verordnung des EDI über kosmetische Mittel, SR 817.023.31)
Kontaktlinsen: Art. 11 Abs. 2 Verordnung über Gegenstände für den Humankontakt (Verordnung des EDI über Gegenstände für den Schleimhaut-, Haut- und Haarkontakt sowie über Kerzen, Streichhölzer, Feuerzeuge und Scherzartikel, SR 817.023.41)
Arzneimittel: Art. 14 VAM (Arzneimittelverordnung, SR 812.212.21)
Medizinprodukte: Art. 7 MepV (Medizinprodukteverordnung, SR 812.213)
Chemikalien: insbesondere Art. 47 ChemV (Chemikalienverordnung, SR 813.11) und Anhänge ChemRRV (Chemikalien-Risikoreduktions-Verordnung, SR 814.81)
16. Bestellen von Produkten im Ausland: Mit welchen Kosten muss man rechnen?
Bevor man Produkte im Ausland bestellt, sollte man hinsichtlich der Kosten, die zusätzlich zum Kaufpreis anfallen können, folgende Punkte beachten:
Transportkosten
Prüfen Sie, wer die Transportkosten trägt (Verkäufer/in oder Käufer/in). Je nach Transporteur (die Post oder privater Spediteur) können die Transportkosten zudem variieren. Bevor Sie etwas übers Internet bestellen, sollten Sie sich also erkundigen, wer der Spediteur ist und wie viel er für den Transport verlangt.
Zollabfertigungsgebühren
Alle Sendungen aus dem Ausland müssen beim Zoll deklariert werden. Bei Post- und Kurierdiensten übernimmt der Transporteur (die Post oder privater Spediteur) die Zollabfertigung. Zur Deckung der Zollabfertigungsgebühren verlangt der Transporteur eine Entschädigung, deren Höhe von der erbrachten Leistung abhängt. Bevor Sie etwas übers Internet bestellen, sollten Sie sich also erkundigen, wer der Spediteur ist und wie viel er für die Zollabfertigung verlangt. Der Preisüberwacher hat hinsichtlich der Zollabfertigungs-gebühren einvernehmliche Regelungen mit der Schweizerischen Post sowie verschiedenen privaten Spediteuren getroffen.
(https://www.preisueberwacher.admin.ch/pue/de/home/themen/hochpreisinsel---preispolitik/zollabfertigungsgebuehren.html(22))
Zollgebühren und Mehrwertsteuer
Gestützt auf die Angaben der Zolldeklaration setzen die Zollbehörden die Einfuhrsteuern fest, d.h. Zollgebühren und Mehrwertsteuer (MWST).
Die Zollerhebung erfolgt aufgrund spezifischer Berechnungen, in der Regel auf Basis des Bruttogewichts. Grundsätzlich betragen die Zollgebühren höchstens Fr. 1.00 pro Kilo. Je nach bestellter Ware können noch andere hohe Gebühren anfallen (z.B. Biersteuer oder Alkoholmonopolgebühren, Tabaksteuer).
Der MWST-Normalsatz beträgt 8 %. Für gewisse Güter des täglichen Bedarfs (z.B. Lebensmittel oder Bücher) gilt ein reduzierter Satz von 2,5 %.
Die Zollgebühren und die MWST werden nicht erhoben, wenn sie Fr. 5.00 je Zollanmeldung nicht überschreiten. Somit gilt, dass Waren mit einem MWST-Satz von 8 % im Wert von maximal Fr. 62.00 bzw. Waren mit einem MWST-Satz von 2,5 % im Wert von maximal Fr. 200.00 (jeweils inkl. Transportkosten) mehrwertsteuerfrei eingeführt werden dürfen.
Weitere mögliche Kosten
Die Einfuhr, Ausfuhr oder Durchfuhr gewisser Erzeugnisse oder Waren ist verboten, beschränkt oder nur mit der entsprechenden Bewilligung zulässig. Bei Nichteinhaltung dieser Vorschriften können Kosten entstehen.
Weitere Informationen zu Online-Käufen und zur Wareneinfuhr in die Schweiz finden Sie auf den folgenden Webseiten der Eidgenössischen Zollverwaltung:
https://www.ezv.admin.ch/ezv/de/home/information-private/interneteinkauf--post--und-kuriersendungen.html(23)
https://www.ezv.admin.ch/ezv/de/home/information-private/interneteinkauf--post--und-kuriersendungen/einfuhr-in-die-schweiz.html(24)
17. Können Inkassounternehmen Inkassogebühren (“Verzugsschaden“) beim Schuldner erheben?
Fälle in denen Inkassogebühren vertraglich vereinbart wurden
Inkassogebühren können grundsätzlich in einem Vertrag verbindlich vereinbart und auch in ihrer Höhe festgelegt werden. Wenn die Gebühren in allgemeinen Geschäftsbedingungen festgelegt werden, sind Artikel 8 des Bundesgesetzes gegen den unlauteren Wettbewerb (UWG) sowie die so genannte Ungewöhnlichkeitsregel zu beachten (siehe dazu FAQ 7). Bei übermässig hohen Gebühren kommt eine richterliche Herabsetzung nach Artikel 163 Absatz 3 Obligationenrecht (OR) in Betracht.
Fälle in denen Inkassogebühren nicht vertraglich vereinbart wurden
Bislang gibt es keine klare Rechtsprechung zur Frage, ob und unter welchen Voraussetzungen der Gläubiger beziehungsweise das Inkassounternehmen als dessen Vertreter vom Schuldner gestützt auf Artikel 106 Obligationenrecht (OR) die Übernahme der Kosten des Inkassounternehmens (Honorarforderung, Spesen etc.) verlangen kann. Folgt man dem überwiegenden Teil der Lehre und verfügbaren Rechtsprechung, gelten folgende Grundsätze:
- Bei Geldschulden ist ein “Verzugsschaden“ nur dann geschuldet, wenn er den gesetzlichen oder vereinbarten Verzugszins übersteigt. Der “Verzugsschaden“ ist nicht kumulativ zum Verzugszins geschuldet.
- Der Gläubiger muss den “Verzugsschaden“ grundsätzlich konkret nachweisen.
- Die Kosten der ersten Mahnung sind nicht ersatzpflichtig; vorbehalten bleiben abweichende vertragliche und gesetzliche Regelungen, beispielweise Artikel 20 Absatz 1 des Versicherungsvertragsgesetzes (VVG) und Artikel 34a Absatz 2 der Verordnung über die Alters- und Hinterlassenenversicherung (AHVV). Nicht ersatzfähig sind grundsätzlich auch die Kosten für den eigenen Aufwand eines Gläubigers. Zum “Verzugsschaden“ können die Kosten für den Beizug eines Inkassounternehmens gehören. Der Beizug muss im Einzelfall aber geboten gewesen sein.
- Artikel 27 Absatz 3 des Bundesgesetzes über Schuldbetreibung und Konkurs (SchKG) schliesst eine vertragliche Überwälzung der Kosten des Beizugs eines Inkassounternehmens auf den Schuldner nicht aus, soweit es um Handlungen im Rahmen des Mahnverfahrens geht. Die gesetzgeberische Leitidee – dass Betreibungsverfahren in aller Regel ohne den Bezug eines professionellen Vertreters geführt werden können – lässt sich aber auch auf das Mahnverfahren übertragen und im Rahmen der zu prüfenden Gebotenheit berücksichtigen.
Prävention und Jugendschutz
Prävention
Die Eidgenössische Alkoholverwaltung (EAV) betreibt in erster Linie sogenannte strukturelle Prävention. Sie kontrolliert und verbessert im Rahmen des Alkoholgesetzes Vorschriften und Massnahmen mit präventiven Zielen. So soll z.B. die Einschränkung der Erhältlichkeit den Zugang zu alkoholischen Getränken steuern und das Angebot beeinflussen. Zu den Instrumenten und Aufgabenbereichen der EAV zählen die Alkoholsteuern, die Kontrolle von Produktion und Handel sowie Werbe- und Trinkaltersbeschränkungen.
Altersbeschränkungen / Jugendschutz
Das Gesetz verbietet den Verkauf oder die kostenlose Abgabe von:
-
Wein, Bier und Apfelwein an unter 16-Jährige
-
Spirituosen, Aperitifs und Alcopops an unter 18-Jährige
Falls Zweifel am Alter des jugendlichen Kunden / der jugendlichen Kundin bestehen, ist ein amtlicher Ausweis (Pass, Identitätskarte oder Führerschein) zur Bestimmung des genauen Alters zu verlangen.
Am Verkaufspunkt ist ein gut sichtbares Hinweisschild anzubringen, das klar auf die Abgabebeschränkung aufmerksam macht. Die Kantone dürfen auch strengere Gesetze anwenden - so werden z.B. im Kanton Tessin an unter 18-Jährige überhaupt keine alkoholischen Getränke verkauft. Auch einzelne Verkaufsstellen dürfen strengere Abgabelimiten anwenden. In einzelnen Sportstadien wird Alkohol nur an Personen ausgeschenkt, die 18 Jahre oder älter sind.
Ombudsstellen und Beschwerdeinstanzen
Aussergerichtliche Streitbeilegung
In der Schweiz findet man besonders in den folgenden Gebieten Organe der aussergerichtlichen Streitbeilegung:
Ombudsstelle E-Commerce
Tätigkeitsbereich: Kundenbeschwerden über Unternehmen, basierend auf einem Einkauf im Internet.
Kosten: Gratis
Die Ombudsstelle für E-Commerce kann erst beigezogen werden, wenn durch eigenen Kontakt mit der betreffenden Unternehmung keine Übereinkunft gefunden werden konnte. Sie wird aufgrund der geschilderten Sachlage einen Entscheid in Form einer Empfehlung fällen, welche zur Findung eines Konsenses beitragen soll. Sofern kein Konsens vorliegt, kann beim Ombudsrat Rekurs eingelegt werden, welcher seinerseits einen von der ersten Empfehlung unabhängigen Entscheid fällt. Sind die Parteien auch mit diesem Entscheid nicht einverstanden, so bleibt letztlich noch die Einleitung des zivilrechtlichen Weges.
Link: http://www.konsum.ch/beratung/ombudsstellen/ombudsstelle-e-commerce/(34)