DODAS: 12 Vignaioli del Ticino che Stanno Ridefinendo il Futuro del Merlot
12 Vignaioli del Ticino e il Futuro del Merlot tra Territorio e Visione
Un nuovo modello imprenditoriale nel vino ticinese
In un momento storico segnato da profonde trasformazioni e incertezze nel mondo del vino, nasce DODAS, un’iniziativa che rappresenta molto più di una semplice collaborazione tra produttori. Il nome stesso, che significa “dodici” nel dialetto ticinese, racchiude l’essenza del progetto: dodici vignaioli, dodici visioni, dodici interpretazioni di un unico vitigno, il Merlot.
Nel cuore del Ticino, territorio di confine dove si incontrano influenze mediterranee e alpine, prende forma un modello imprenditoriale innovativo basato sulla condivisione, sull’identità territoriale e sulla qualità.
DODAS nasce dall’incontro tra professionisti del vino che, prima ancora di essere colleghi, sono amici. Una rete autentica che ha scelto di affrontare le sfide del settore non in modo individuale, ma attraverso una visione comune e strategica.
Dodici vignaioli, una visione condivisa
Il progetto riunisce dodici realtà vinicole accomunate da un obiettivo chiaro: produrre vini di grande spessore qualitativo, capaci di esprimere in modo genuino il territorio e la personalità di ciascun produttore.
Non si tratta di uniformare lo stile, ma al contrario di valorizzare le differenze. Ogni vignaiolo porta nella cassa DODAS la propria interpretazione del Merlot, creando un dialogo tra terroir, sensibilità e approcci produttivi.
Questa pluralità diventa un punto di forza: una narrazione corale che racconta il Merlot ticinese in tutte le sue sfaccettature.
Il Merlot a sud delle Alpi: una storia ancora da raccontare
Il Merlot è il filo conduttore del progetto. Un vitigno che, nel Ticino, trova condizioni uniche per esprimersi al massimo livello.
Grazie a una combinazione rara di fattori:
• clima influenzato sia dal Mediterraneo che dalle Alpi
• suoli estremamente variegati
• vigneti spesso situati su ripidi terrazzamenti
nascono vini che si distinguono per:
• eleganza
• finezza
• modernità
• forte identità territoriale
DODAS parte da una convinzione profonda: il Merlot ticinese ha ancora un enorme potenziale inesplorato e può rappresentare una chiave per il futuro del settore.
Un territorio unico tra contrasti e identità
Il Ticino è una terra di contrasti: alpina e mediterranea, tradizionale e innovativa, locale e internazionale. Questo equilibrio dinamico si riflette direttamente nei vini prodotti.
La viticoltura qui non è semplice. I vigneti, spesso collocati su pendii ripidi e terrazzati, richiedono un lavoro manuale intenso e una profonda conoscenza del territorio. Tuttavia, è proprio questa complessità a generare vini autentici e distintivi.
DODAS valorizza questo contesto, trasformando le difficoltà in opportunità e rendendo il territorio parte integrante della narrazione del prodotto.
La cassa DODAS: un progetto concreto e distintivo
Il cuore operativo dell’iniziativa è rappresentato dalla cassa DODAS, un formato esclusivo che racchiude l’essenza del progetto.
Annata 2022: un manifesto del Merlot ticinese
Per ogni annata, i dodici produttori selezionano il loro miglior vino da uve Merlot e lo inseriscono in una cassa unica composta da:
• 12 bottiglie
• 12 interpretazioni diverse
• un’unica annata
La produzione è volutamente limitata:
• massimo 72 casse numerate per anno
• disponibili a partire dal 12 marzo
• acquistabili esclusivamente presso le cantine aderenti
Questa scelta non è casuale, ma riflette una strategia precisa:
• valorizzare l’esclusività
• creare un oggetto da collezione
• rafforzare il legame diretto tra produttore e consumatore
Un segnale forte in un contesto complesso
Il settore vinicolo ticinese, come molte altre realtà europee, si trova oggi ad affrontare sfide importanti:
• cambiamenti climatici
• evoluzione dei consumi
• pressione sui mercati
• necessità di differenziazione
In questo scenario, DODAS rappresenta una risposta concreta e coraggiosa. Non si limita a promuovere un prodotto, ma introduce un nuovo modo di fare impresa nel vino:
• collaborazione invece di competizione
• identità territoriale invece di standardizzazione
• qualità invece di quantità
Il vino come espressione di comunità
DODAS è anche un progetto culturale. Racconta una comunità di persone unite da valori condivisi:
• passione
• autenticità
• desiderio di innovare nel rispetto della tradizione
Ogni bottiglia diventa così un frammento di territorio, una storia personale, un tassello di un racconto più grande.
Verso il futuro: i vini di domani nascono oggi
La visione dei DODAS è chiara: costruire oggi i vini del futuro. Vini che siano:
• eleganti ma accessibili
• moderni ma radicati nel territorio
• distintivi ma capaci di parlare a un pubblico internazionale
Il progetto dimostra che anche in contesti complessi è possibile innovare, creare valore e rafforzare il posizionamento di un’intera regione vitivinicola.
Le cantine
• Cantina Monti / Sabrina e Ivo Monti
• Cantina Pelossi / Sacha Pelossi
• Fawino / Simone Favini e Claudio Widmer
• Hubervini / Jonas Huber
• Moncucchetto / Cristina Monico
• Cantina Settemaggio / Eliana, Nicola e Raffaele Marcionetti
• Tenuta Castello di Morcote / Gaby Gianini e Maurizio Merlo
• Tenuta San Giorgio / Mike Rudolph e Stefania Rago
• Cantina Hauser / Urs Hauser
• Zündel Azienda Agricola / Myra Zündel
• Kopp von der Crone Visini / Anna Barbara von der Crone Kopp e Paolo Visini
• Azienda Mondò / Giorgio e Andrea Rossi
Cantina Monti: visione imprenditoriale e viticoltura di precisione nei Ronchi di Cademario
Tra le realtà che danno forma al progetto DODAS, la Cantina Monti rappresenta un esempio emblematico di come tradizione, innovazione e visione imprenditoriale possano fondersi in un modello produttivo solido e distintivo.
Situata nei Ronchi di Cademario, questa azienda a conduzione familiare è oggi guidata da Sabrina e Ivo Monti, eredi di un percorso iniziato negli anni ’70 da Sergio Monti. Più che una semplice evoluzione generazionale, si tratta della continuità di una visione imprenditoriale chiara: costruire valore attraverso la qualità, la coerenza e il rispetto profondo del territorio.
Dalle origini pionieristiche a un modello di riferimento
La nascita della cantina è legata a una storia quasi simbolica: dal recupero manuale di terreni abbandonati fino alla produzione dei primi vini in condizioni essenziali e con mezzi limitati.
Questa fase iniziale non rappresenta solo un racconto affascinante, ma il fondamento di un approccio imprenditoriale preciso:
• investire nel lungo termine
• valorizzare risorse marginali
• trasformare i limiti in elementi distintivi
Nel tempo, questa filosofia ha portato allo sviluppo dell’azienda fino agli attuali 4,7 ettari, mantenendo però una dimensione volutamente contenuta e orientata all’eccellenza.
Una viticoltura attenta e ad alta intensità manuale
Uno degli elementi più distintivi della Cantina Monti è la gestione di vigneti con forti pendenze, che rendono impossibile la meccanizzazione.
Questa condizione viene trasformata in un vantaggio competitivo attraverso:
• lavorazioni esclusivamente manuali
• attenzione capillare a ogni fase produttiva
• selezione rigorosa delle rese
Si tratta di un modello produttivo che privilegia la qualità rispetto ai volumi, rafforzando il posizionamento della cantina nel segmento dei vini di alto livello.
“Rispetto e Rigore”: una filosofia produttiva identitaria
Il motto della cantina sintetizza perfettamente il suo approccio:
• Rispetto, inteso come attenzione alla materia prima e ai processi naturali
• Rigore, applicato nella gestione della vigna e nella selezione delle uve
Le scelte produttive riflettono questa visione:
• vinificazione per gravità, senza utilizzo di pompe
• interventi minimi in cantina
• assenza di filtrazioni per i vini rossi
• forte attenzione alla biodiversità
Questo approccio garantisce autenticità e coerenza, elementi sempre più centrali anche dal punto di vista del mercato.
Innovazione e leadership nel contesto vitivinicolo ticinese
L’impatto della Cantina Monti va oltre la dimensione aziendale. La figura di Sergio Monti ha contribuito in modo significativo all’evoluzione del settore vinicolo ticinese e svizzero, favorendo un cambiamento culturale verso una produzione orientata alla qualità.
Ancora oggi, la cantina continua a investire in:
• sperimentazione agronomica
• formazione continua
• ricerca costante
Questa capacità di evolversi mantenendo una forte identità rappresenta uno degli aspetti più rilevanti della sua visione imprenditoriale.
Un’identità coerente nel progetto DODAS
Nel contesto DODAS, la Cantina Monti porta una voce forte e riconoscibile: quella di un’azienda che ha costruito la propria reputazione su scelte coerenti e lungimiranti.
Il suo Merlot riflette pienamente i valori del progetto:
• autenticità territoriale
• eleganza e profondità
• espressione individuale all’interno di una visione collettiva
In un contesto complesso per il settore, la Cantina Monti dimostra come una gestione attenta e una visione imprenditoriale solida possano generare valore nel tempo.
Cantina Pelossi: crescita strutturata e visione imprenditoriale nel Luganese
Nel contesto DODAS, la Cantina Pelossi rappresenta un esempio concreto di sviluppo imprenditoriale progressivo, costruito nel tempo attraverso competenze tecniche, investimenti mirati e una visione chiara del proprio posizionamento.
Fondata nel 1987 da Sacha Pelossi, enologo diplomato a Changins-Nyon, l’azienda nasce con una forte impronta professionale fin dalle origini. Dopo le prime esperienze, è nel 1995 che prende forma il progetto produttivo con le prime 500 bottiglie di Merlot, segnando l’inizio di un percorso di crescita costante e strutturata.
Dalla micro-produzione a una realtà consolidata
L’evoluzione della Cantina Pelossi è un esempio di sviluppo imprenditoriale graduale ma deciso. Partendo da una produzione limitata, l’azienda ha saputo espandersi fino a raggiungere una superficie vitata di circa 9 ettari.
Questa crescita non è avvenuta in modo casuale, ma attraverso scelte strategiche precise:
• ampliamento progressivo dei vigneti
• diversificazione delle parcelle
• consolidamento della capacità produttiva
Il risultato è una realtà oggi ben strutturata, capace di operare con continuità e solidità nel panorama vitivinicolo ticinese.
Diversificazione e ampliamento dell’offerta
Un passaggio chiave nello sviluppo dell’azienda è rappresentato dall’acquisizione, nel 2013, della cantina San Matteo di Cagiallo. Questa operazione segna un momento importante dal punto di vista imprenditoriale, permettendo alla Cantina Pelossi di ampliare significativamente il proprio portafoglio prodotti.
Oggi l’azienda propone circa 15 etichette, frutto di:
• una gestione diversificata dei vigneti
• la coltivazione di varietà sia rosse che bianche
• una strategia orientata a intercettare diverse fasce di mercato
Questa capacità di diversificazione rappresenta un elemento chiave per affrontare un contesto competitivo sempre più complesso.
Radicamento territoriale e coerenza produttiva
La Cantina Pelossi opera su vigneti distribuiti in diverse località del Luganese, sfruttando le peculiarità dei differenti terroir per costruire un’offerta articolata ma coerente.
L’approccio produttivo si basa su:
• rispetto del territorio
• pratiche tradizionali integrate con competenze enologiche moderne
• attenzione alla qualità lungo tutta la filiera
Questa combinazione consente all’azienda di mantenere un’identità chiara pur operando su più fronti produttivi.
Un contributo strategico al progetto DODAS
In questo progetto, la Cantina Pelossi porta una dimensione complementare rispetto ad altre realtà: quella di un’azienda che ha saputo crescere mantenendo equilibrio tra espansione e identità.
Il suo contributo si distingue per:
• solidità produttiva
• capacità di interpretare il Merlot in modo coerente e riconoscibile
• visione imprenditoriale orientata alla continuità
In un progetto che valorizza la diversità delle interpretazioni, la Cantina Pelossi rappresenta un punto di equilibrio tra tradizione, competenza tecnica e sviluppo aziendale.
Fawino: equilibrio tra competenza, territorio e visione condivisa
Nel contesto DODAS, Fawino si distingue per un approccio che unisce competenza tecnica, sensibilità verso il territorio e una forte attenzione alla qualità del lavoro in vigna e in cantina.
La cantina nasce nel 2012 a Mendrisio dall’incontro tra Simone Favini e Claudio Widmer, entrambi enologi formati a Changins. Il progetto prende forma dalla volontà comune di creare vini autentici, capaci di riflettere con precisione le caratteristiche del Mendrisiotto e delle sue diverse espressioni.
Un progetto costruito su esperienza e scelte consapevoli
Fawino nasce dall’unione di due percorsi distinti ma complementari, entrambi profondamente legati alla viticoltura. Le esperienze maturate, sia a livello locale che internazionale, si traducono in un approccio consapevole, dove ogni decisione — dalla gestione della vigna alla vinificazione — è orientata alla qualità.
Più che una crescita rapida, il percorso della cantina è caratterizzato da uno sviluppo coerente, fondato su:
• conoscenza approfondita della materia prima
• attenzione ai dettagli
• volontà di esprimere uno stile riconoscibile
Il legame con il territorio del Mendrisiotto
I vigneti si estendono su circa 4 ettari tra le pendici del Monte Generoso e del Monte San Giorgio, in un contesto paesaggistico e geologico di grande valore.
Queste zone offrono condizioni particolari che incidono direttamente sul carattere dei vini:
• suoli ricchi e diversificati
• buona escursione termica
• esposizioni favorevoli
La scelta di coltivare e seguire direttamente le parcelle riflette una volontà precisa: mantenere un rapporto stretto con il territorio e rispettarne le specificità.
Diversità varietale e valorizzazione del terroir
Accanto al Merlot, che rimane centrale anche nel progetto DODAS, Fawino coltiva una gamma articolata di vitigni che riflettono la ricchezza del territorio ticinese.
Tra le varietà rosse troviamo:
• Cabernet Franc
• Syrah
• Gamaret
• Ancelotta
Accanto a queste, la cantina sviluppa anche una produzione di vitigni bianchi:
• Sauvignon Blanc
• Chardonnay
• Viognier
• Sémillon
Questa diversità non rappresenta una dispersione, ma una scelta consapevole per interpretare al meglio le diverse parcelle e condizioni pedoclimatiche. Ogni varietà viene coltivata nel contesto più adatto, contribuendo a costruire vini coerenti e ben definiti.
Un lavoro attento dalla vigna alla bottiglia
Il lavoro in Fawino è caratterizzato da un forte coinvolgimento diretto in tutte le fasi produttive. Dalla cura dei vigneti fino alla vinificazione, ogni passaggio è seguito con attenzione per preservare l’integrità dell’uva.
Le scelte produttive puntano a:
• interventi misurati e non invasivi
• lavorazioni attente e rispettose
• valorizzazione delle caratteristiche dell’annata
L’obiettivo non è forzare il vino verso uno stile, ma accompagnarlo affinché esprima in modo naturale il proprio carattere.
Il contributo di Fawino nel progetto DODAS
In DODAS, Fawino porta una visione equilibrata, in cui tecnica, sensibilità e rispetto per il territorio si incontrano.
Il suo Merlot si inserisce nel progetto come espressione:
• autentica del Mendrisiotto
• coerente con l’identità della cantina
• capace di dialogare con le altre interpretazioni presenti nella cassa
In questo contesto, Fawino dimostra come attenzione, misura e coerenza possano tradursi in vini di forte identità.
Hubervini: continuità familiare e identità territoriale nel cuore del Malcantone
Nel mosaico di realtà che compongono DODAS, Hubervini rappresenta una presenza profondamente radicata nel territorio, capace di coniugare tradizione familiare, sensibilità produttiva e apertura al rinnovamento.
Situata a Monteggio, nel Malcantone, l’azienda è oggi guidata da Jonas Huber, seconda generazione di una famiglia che da oltre quarant’anni coltiva la vite e vinifica con un approccio coerente e rispettoso. Il passaggio generazionale, avvenuto nel 2016, segna una fase di continuità ma anche di evoluzione, in cui l’esperienza acquisita si integra con nuove prospettive.
Una storia familiare che si rinnova nel tempo
Hubervini nasce e cresce all’interno di una tipica casa malcantonese del XVII secolo, circondata dai vigneti aziendali. Questo legame fisico e simbolico tra abitazione, terra e produzione racconta molto dell’identità della cantina.
La gestione familiare non è solo una scelta organizzativa, ma un elemento centrale della filosofia aziendale:
• presenza diretta in tutte le fasi produttive
• trasmissione di competenze tra generazioni
• rapporto autentico con il territorio e con i clienti
Oggi, Jonas Huber e la moglie Sara portano avanti questo percorso con uno sguardo attento sia alla tradizione sia alle esigenze contemporanee.
Il Malcantone e la Valle della Tresa: un territorio da interpretare
I 7 ettari di vigneto si estendono nella Valle della Tresa, in un contesto caratterizzato da suoli sabbiosi, ricchi di humus e ben drenati, ideali per una viticoltura di qualità.
Le condizioni naturali offrono elementi distintivi:
• esposizioni favorevoli e buona insolazione
• clima mite con influenze mediterranee
• terreni leggeri che favoriscono finezza ed equilibrio nei vini
La gestione dei vigneti avviene con attenzione alla biodiversità e al paesaggio, preservando la ricchezza naturale dei pendii inerbati e contribuendo a mantenere l’equilibrio dell’ecosistema.
Dal vigneto alla bottiglia: un approccio coerente e diretto
Hubervini segue internamente l’intero processo produttivo, dalla coltivazione delle uve fino alla vendita diretta. Questo permette di mantenere un controllo costante sulla qualità e di esprimere con chiarezza la propria identità.
La produzione annuale di circa 25.000 bottiglie riflette una dimensione equilibrata, che consente:
• cura dei dettagli
• coerenza stilistica
• relazione diretta con il consumatore
In cantina, l’obiettivo è accompagnare il vino senza forzature, creando le condizioni affinché possa esprimere al meglio le caratteristiche dell’annata e del terroir.
Tradizione e apertura: una ricerca continua di equilibrio
Uno degli aspetti più interessanti di Hubervini è la capacità di mantenere un dialogo costante tra tradizione e innovazione. Le pratiche consolidate nel tempo vengono affiancate da una volontà di miglioramento continuo, senza perdere di vista l’identità originaria.
Questo equilibrio si traduce in vini che puntano su:
• precisione
• eleganza
• riconoscibilità
Il ruolo di Hubervini nel progetto DODAS
In DODAS, Hubervini contribuisce con una visione profondamente legata al territorio e alla continuità familiare.
Il suo Merlot si inserisce nel progetto come espressione:
• autentica del Malcantone
• coerente con una filosofia produttiva rispettosa
• capace di rappresentare una delle molte sfumature del Ticino vitivinicolo
In un’iniziativa che unisce esperienze diverse, Hubervini porta il valore della stabilità, della cura e della relazione diretta con la terra, elementi fondamentali per costruire un racconto credibile e condiviso.
Moncucchetto: una storia secolare che diventa visione nel tempo
Nel contesto DODAS, Moncucchetto rappresenta una delle realtà più emblematiche per profondità storica e capacità di evolversi senza perdere la propria identità.
Situata nel cuore di Lugano, affacciata sul lago Ceresio, la tenuta racconta una storia che attraversa oltre un secolo. Più che una semplice continuità familiare, Moncucchetto è l’esempio di come il tempo, le scelte e la capacità di adattamento possano costruire un progetto solido e riconoscibile.
Dalle radici storiche a una visione costruita nel tempo
La storia di Moncucchetto affonda le sue radici già nel XVIII secolo, ma è nel 1919 che prende forma il percorso attuale, con l’acquisizione della proprietà da parte della famiglia che ancora oggi la custodisce.
Nel corso delle generazioni, il podere non è stato semplicemente mantenuto, ma progressivamente valorizzato:
• dalla gestione agricola originaria
• all’introduzione della viticoltura negli anni ’70
• fino allo sviluppo di una realtà vitivinicola strutturata
Ogni fase rappresenta una scelta precisa, che nel tempo ha costruito un’identità forte e coerente.
L’evoluzione della cantina: crescere mantenendo coerenza
Il passaggio alla produzione vinicola negli anni ’70 segna l’inizio di un nuovo capitolo, con le prime bottiglie di Merlot prodotte in azienda. Da quel momento, il percorso è stato caratterizzato da una crescita graduale e consapevole.
Momenti chiave di questa evoluzione includono:
• l’introduzione di tecniche moderne già negli anni ’90
• l’ampliamento delle superfici vitate e delle varietà coltivate
• il riconoscimento qualitativo attraverso premi e menzioni
La svolta più significativa arriva nel 2009 con la realizzazione della nuova cantina progettata da Mario Botta, un intervento che unisce architettura, funzionalità e integrazione paesaggistica.
Paesaggio e architettura: un equilibrio tra uomo e territorio
Uno degli elementi più distintivi di Moncucchetto è il rapporto armonico tra paesaggio, architettura e produzione vitivinicola.
La tenuta si sviluppa su una collina che domina il territorio circostante, emergendo nel contesto urbano come un punto di riferimento naturale. La sua posizione privilegiata, tra il lago di Lugano e il lago di Muzzano, a circa 425 metri di altitudine, offre un panorama ampio e suggestivo, in cui il paesaggio diventa parte integrante dell’identità aziendale.
In questo contesto, l’architettura non è solo funzionale, ma assume un ruolo centrale nel racconto del luogo. La cantina è stata concepita per dialogare con l’ambiente, integrandosi nel territorio e rispettandone l’equilibrio.
Il progetto firmato da Mario Botta interpreta questa visione attraverso spazi che uniscono estetica e funzione, rendendo visibile il legame tra il lavoro dell’uomo e la natura.
Il vino diventa così espressione di un equilibrio più ampio: tra paesaggio, cultura e intervento umano.
Territorio, vigneti e diversità espressiva
Oggi Moncucchetto coltiva circa 8 ettari di vigneti distribuiti in diverse zone del Luganese, tra cui Moncucchetto stesso, Agra, Bioggio e Morchino.
Questa articolazione territoriale consente di lavorare con una gamma ampia di vitigni, tra cui:
• Merlot
• Cabernet Sauvignon
• Pinot Nero
• Chardonnay
• Viognier
• varietà resistenti come Johanniter, Solaris e Divico
Ogni parcella viene valorizzata in funzione delle sue caratteristiche, contribuendo a una produzione che riflette la complessità e la ricchezza del territorio.
Un luogo dove vino e accoglienza si incontrano
Moncucchetto è anche un luogo di incontro, dove il vino si affianca a una proposta gastronomica e a un’esperienza di accoglienza curata.
Questo aspetto rafforza il legame con il pubblico e permette di vivere il territorio in modo diretto, creando una relazione che va oltre la semplice degustazione.
Continuità generazionale e apertura al futuro
Oggi la gestione è affidata a una nuova generazione che porta avanti il lavoro iniziato nel secolo scorso, mantenendo vivi i valori originari e introducendo nuove competenze.
Figure come Cristina Monico contribuiscono a consolidare uno stile riconoscibile, capace di unire precisione tecnica e sensibilità territoriale.
Il contributo di Moncucchetto nel progetto DODAS
In DODAS, Moncucchetto porta il valore di una storia lunga e coerente, che dimostra come il tempo possa essere un alleato nella costruzione della qualità.
Il suo Merlot rappresenta:
• una sintesi tra tradizione ed evoluzione
• un’espressione matura del territorio del Luganese
• una testimonianza concreta di continuità e capacità di adattamento
In un progetto che guarda al futuro del vino ticinese, Moncucchetto offre una prospettiva importante: quella di chi ha saputo attraversare epoche diverse mantenendo una direzione chiara.
Cantina Settemaggio: radici agricole, evoluzione e spirito di ricerca
Nel contesto DODAS, Cantina Settemaggio rappresenta una realtà che unisce in modo autentico viticoltura e agricoltura, mantenendo un legame diretto con la terra e una costante apertura alla sperimentazione.
Fondata nel 1999 dai fratelli Nicola, Raffaele ed Eliana Marcionetti, l’azienda nasce da una tradizione familiare che affonda le sue radici già negli anni ’30. Il nome stesso, Settemaggio, richiama la data di nascita di Raffaele, il più giovane dei tre fratelli: un dettaglio che riflette il forte legame tra storia familiare e identità aziendale.
Dalla tradizione agricola a una realtà articolata
Settemaggio non è solo una cantina, ma un sistema agricolo completo. Accanto ai 7 ettari di vigneti distribuiti tra i ronchi del Bellinzonese e la bassa Leventina, l’azienda coltiva circa 25 ettari di colture da campo sul Piano di Magadino, tra cui patate, carote e cereali.
Questa doppia anima rappresenta un elemento distintivo:
• rafforza il legame con la terra
• diversifica le attività
• mantiene una visione agricola ampia e integrata
Il vino nasce quindi all’interno di un contesto più esteso, in cui la conoscenza del territorio si sviluppa su più livelli.
Un percorso di crescita costruito nel tempo
Dalle prime 7.000 bottiglie prodotte alla fine degli anni ’90, l’azienda ha conosciuto una crescita costante, arrivando oggi a una produzione significativa con margini di ulteriore sviluppo.
Questo percorso è stato accompagnato da:
• formazione tecnica dei membri della famiglia
• ingresso progressivo delle nuove generazioni
• ampliamento delle strutture produttive
L’apertura della nuova sede a Giornico rappresenta un passaggio importante, non solo per la produzione ma anche per l’accoglienza, rafforzando il legame con il territorio della bassa Leventina.
Territorio alpino e identità dei vini
La posizione a nord del Ticino conferisce ai vini di Settemaggio caratteristiche ben definite. I suoli alluvionali delle valli alpine e le condizioni climatiche più fresche rispetto alle zone meridionali permettono di ottenere vini con:
• freschezza
• eleganza
• equilibrio
Queste peculiarità contribuiscono a differenziare la produzione all’interno del panorama ticinese.
Vitigni e innovazione: tra tradizione e sostenibilità
Accanto al Merlot, varietà centrale anche nel progetto DODAS, Settemaggio coltiva una gamma ampia di vitigni tradizionali:
• Pinot Noir
• Gamaret
• Diolinoir
• Carminoir
• Marselan
• Galotta
A questi si affiancano i cosiddetti vitigni PiWi (Pilzwiderstandsfähig), ovvero varietà resistenti alle principali malattie fungine della vite come peronospora e oidio.
L’introduzione di queste varietà rappresenta una scelta significativa perché:
• riduce fino all’80% l’uso di trattamenti fitosanitari
• favorisce una viticoltura più sostenibile
• apre nuove possibilità espressive in cantina
Settemaggio è stata tra le prime realtà in Ticino a sperimentare queste varietà, dimostrando una sensibilità concreta verso le tematiche ambientali.
Un lavoro attento tra tradizione e innovazione
Il lavoro in vigneto e in cantina è caratterizzato da un approccio attento e progressivo:
• vendemmia manuale
• vinificazioni a temperatura controllata
• affinamenti mirati per valorizzare struttura e aromi
L’azienda combina esperienza e tecnologie moderne, mantenendo sempre al centro la qualità della materia prima.
Il ruolo di Settemaggio nel progetto DODAS
In DODAS, Settemaggio porta una prospettiva legata alla diversità territoriale e alla capacità di evolversi nel tempo.
Il suo Merlot si inserisce nel progetto come espressione:
• del Ticino più settentrionale
• di un approccio agricolo completo
• di una ricerca continua tra tradizione e innovazione
In un contesto in evoluzione, Settemaggio dimostra come radici familiari, attenzione alla terra e apertura al cambiamento possano convivere in modo armonico.
Tenuta Castello di Morcote: storia, visione e rinascita continua
Nel contesto DODAS, la Tenuta Castello di Morcote rappresenta una realtà in cui il tempo non è solo memoria, ma uno strumento attivo di costruzione. Qui, ogni fase storica ha contribuito a definire un’identità solida, capace di evolversi mantenendo una direzione chiara.
Situata sul promontorio dell’Arbostora, affacciata sul lago di Lugano, la tenuta unisce paesaggio, storia e viticoltura in un equilibrio raro, dove il territorio diventa parte integrante del racconto.
Le origini della viticoltura moderna sul promontorio
All’inizio del Novecento, grazie all’iniziativa di Giuseppe Paleari, il promontorio del castello diventa uno dei primi luoghi in Ticino a sperimentare una viticoltura moderna.
L’introduzione di varietà come Merlot e Pinot, importate dalla Francia, segna un passaggio fondamentale: nasce un legame diretto tra il Castello di Morcote e lo sviluppo qualitativo della viticoltura ticinese.
Una visione territoriale su larga scala
Negli anni ’30, Massimo Gianini avvia un progetto ambizioso, dando vita alla Tenuta Arbostora. Attraverso l’unione di centinaia di parcelle, prende forma un sistema agricolo esteso e strutturato.
Non si tratta solo di espansione, ma di costruzione:
• infrastrutture agricole
• collegamenti tra le diverse aree
• valorizzazione di un territorio complesso
Un lavoro che ha richiesto anni e che ha posto le basi per lo sviluppo futuro della tenuta.
Il ritorno alla viticoltura e il nuovo corso del Merlot
Dopo un periodo di trasformazioni, gli anni ’80 segnano il ritorno alla viticoltura sul promontorio. Il reimpianto dei vigneti con Merlot e varietà internazionali riattiva il potenziale produttivo della tenuta.
Con la prima annata del nuovo Merlot nei primi anni ’90, prende forma una fase rinnovata, in cui tradizione e aggiornamento convivono
Una nuova generazione e una visione contemporanea
Dal 1999, la guida della tenuta passa a Gaby Gianini, che introduce una visione capace di ampliare l’identità dell’azienda senza snaturarla.
Accanto alla viticoltura, si sviluppano nuove dimensioni:
• un uliveto con varietà selezionate
• un’offerta gastronomica integrata nel territorio
• un rafforzamento del legame con il pubblico
Questo approccio amplia il concetto stesso di azienda agricola, trasformandola in un luogo da vivere, dove produzione, accoglienza e paesaggio convivono in modo coerente.
Sostenibilità, investimenti e visione nei momenti decisivi
Negli ultimi anni, la Tenuta Castello di Morcote ha intrapreso un percorso orientato alla sostenibilità, culminato con la conversione al biologico e l’adozione di pratiche attente all’equilibrio dell’ecosistema.
In questo contesto si inserisce una scelta particolarmente significativa: la realizzazione della nuova cantina nel 2020, in un momento storico segnato da forte incertezza a livello globale.
Investire in una struttura produttiva in piena crisi legata alla pandemia non è stato solo un passo operativo, ma una presa di posizione chiara. Una decisione che riflette:
• fiducia nel proprio progetto
• capacità di guardare oltre il breve termine
• volontà di rafforzare la qualità e il controllo della produzione
La nuova cantina, progettata secondo criteri sostenibili e alimentata da energia solare, permette oggi di vinificare direttamente in loco, rafforzando il legame tra vigneto e bottiglia e garantendo maggiore coerenza produttiva.
Questa scelta rispecchia pienamente lo spirito di DODAS: affrontare un contesto complesso non arretrando, ma investendo con convinzione nella qualità, nella collaborazione e nella valorizzazione del territorio.
Un’identità costruita nel tempo
Oggi, la Tenuta Castello di Morcote si presenta come un insieme armonico in cui storia, paesaggio e produzione convivono.
Ogni elemento — dai vigneti terrazzati agli ulivi, dalle architetture alla cantina — contribuisce a costruire un’identità che si è formata nel tempo, attraverso scelte progressive e consapevoli.
Il contributo della Tenuta Castello di Morcote in DODAS
In DODAS, la Tenuta Castello di Morcote porta una prospettiva profondamente legata alla continuità e alla capacità di rinnovarsi.
Il suo Merlot rappresenta:
• un legame diretto con le origini del vitigno in Ticino
• un’espressione del territorio del Ceresio
• una sintesi tra storia, evoluzione e attenzione contemporanea
Questo percorso trova oggi una guida solida nella figura di Gaby Gianini, la cui capacità di interpretare il passato e trasformarlo in visione concreta ha contribuito a consolidare il posizionamento della tenuta.
In un progetto come DODAS, che nasce dalla volontà di affrontare insieme le sfide del presente, la Tenuta Castello di Morcote rappresenta un esempio significativo: dimostra come una visione costruita nel tempo, sostenuta da scelte coraggiose e coerenti, possa generare valore duraturo e prospettiva per il futuro del vino ticinese.
Tenuta San Giorgio: precisione artigianale e ricerca continua nel Malcantone
Nel contesto DODAS, Tenuta San Giorgio rappresenta una realtà in cui la dimensione artigianale si unisce a una costante ricerca qualitativa, dando vita a vini che riflettono con chiarezza il territorio e il lavoro dell’uomo.
Situata nel borgo di Cassina, nel cuore del Malcantone, la cantina si affaccia sul golfo di Agno, in una posizione che unisce vicinanza al lago e colline dolci, creando condizioni favorevoli alla viticoltura. Qui, Mike Rudolph e Stefania Rago guidano un progetto fondato su attenzione, sensibilità e conoscenza approfondita delle proprie parcelle.
Un lavoro quotidiano fatto di attenzione e conoscenza
Alla base della Tenuta San Giorgio c’è un approccio diretto e consapevole: ogni fase, dalla gestione del vigneto alla vinificazione, è seguita con cura, mantenendo un contatto costante con la materia prima.
Il lavoro del piccolo team si distingue per:
• conoscenza puntuale di ogni vigneto
• capacità di adattarsi alle condizioni naturali
• attenzione alle singole piante e alle loro esigenze
Questa relazione stretta con il vigneto permette di intervenire in modo mirato, rispettando i tempi e le caratteristiche di ogni annata.
Tra tradizione e sperimentazione
Uno degli aspetti più interessanti della cantina è la capacità di mantenere un equilibrio tra pratiche consolidate e apertura alla sperimentazione.
In vigneto e in cantina convivono:
• tecniche tradizionali
• aggiornamenti continui
• confronto con altri viticoltori
Questo dialogo costante consente di affinare il proprio approccio senza perdere coerenza, mantenendo uno stile riconoscibile ma mai statico.
Una produzione mirata e di piccola scala
Tenuta San Giorgio si distingue per una produzione volutamente contenuta, orientata alla qualità piuttosto che al volume.
Questa scelta si traduce in:
• selezione accurata delle uve
• lavorazioni delicate
• attenzione ai dettagli lungo tutta la filiera
Il risultato sono vini che puntano su autenticità, precisione e capacità espressiva, senza eccessi stilistici.
Vinificazione: accompagnare il vino, non forzarlo
L’approccio in cantina è coerente con il lavoro svolto in vigneto: interventi mirati e rispetto dell’equilibrio naturale.
Tra le scelte principali:
• lavorazioni delicate durante pigiatura e torchiatura
• macerazioni calibrate per i vini rossi
• fermentazioni a bassa temperatura per i bianchi
• utilizzo di diversi contenitori, tra cui acciaio, legno e cemento
L’obiettivo è preservare il carattere delle uve e valorizzare le peculiarità dei singoli vigneti, evitando interventi invasivi.
Il valore del confronto e della condivisione
Un elemento distintivo della filosofia di Tenuta San Giorgio è il confronto continuo con altri produttori. Questo approccio aperto favorisce lo scambio di esperienze e contribuisce a una crescita costante.
In questo senso, la partecipazione a DODAS si inserisce in modo naturale: un progetto che valorizza la condivisione come strumento per affrontare le sfide del settore.
Il contributo di Tenuta San Giorgio nel progetto DODAS
In DODAS, Tenuta San Giorgio porta una voce legata alla precisione, alla misura e alla ricerca dell’essenziale.
Il suo Merlot si distingue come espressione:
• del Malcantone e delle sue condizioni specifiche
• di un lavoro attento e diretto
• di un approccio che privilegia autenticità e coerenza
In un contesto complesso per il mondo del vino, la cantina dimostra come anche realtà di dimensioni contenute possano contribuire in modo significativo, grazie a competenza, dedizione e capacità di lavorare in sintonia con il territorio.
Cantina Hauser: passione trasformata in mestiere e dedizione alla terra
Nel contesto DODAS, Cantina Hauser rappresenta una realtà costruita con determinazione, pazienza e un forte legame con il lavoro quotidiano in vigna.
Guidata da Urs Hauser, la cantina nasce da un percorso personale che nel tempo si è trasformato in una scelta di vita. Da un iniziale interesse per il vino, sviluppato quasi per caso, prende forma un progetto che oggi si estende su circa 10 ettari di vigneti distribuiti tra Contone e le zone circostanti.
Dall’inizio spontaneo a una scelta consapevole
Il percorso di Urs Hauser non nasce da una tradizione familiare consolidata, ma da un’evoluzione progressiva. Arrivato in Ticino per motivi di studio, si avvicina alla viticoltura partendo da una piccola produzione domestica.
Nel tempo, ciò che era un interesse diventa una vera e propria attività:
• ampliamento graduale delle superfici vitate
• crescita della produzione
• passaggio da hobby a professione
Nel 2010 questa trasformazione si concretizza definitivamente, segnando l’inizio di un impegno a tempo pieno.
Un lavoro costruito sulla costanza
Lo sviluppo della cantina è il risultato di un lavoro continuo, fatto di scelte progressive e di una presenza costante sul territorio.
La gestione di oltre 20 vigneti, spesso situati in zone difficili, richiede:
• lavoro manuale intenso
• capacità di adattamento
• conoscenza approfondita delle parcelle
Questo impegno si riflette in un approccio che privilegia la cura dei dettagli e il rispetto dei tempi naturali.
I vigneti: memoria e continuità
Una parte significativa dei vigneti si trova sulle pendici del Monte Ceneri, un’area storicamente legata alla coltivazione del Merlot in Ticino.
Molti appezzamenti portano i nomi dei viticoltori che li hanno lavorati in passato, creando un legame diretto con la storia locale. Questo elemento contribuisce a mantenere viva la memoria del territorio, inserendo il lavoro attuale in una continuità più ampia.
Vitigni e produzione
La produzione si basa su circa otto varietà di uva, con una predominanza di:
• Merlot
• Sauvignon Blanc
• altre varietà complementari
Da questi vigneti nascono circa sette vini, espressione di un lavoro attento e mirato.
Dalla vigna alla cantina: un lavoro condiviso
Il lavoro non si limita alla produzione, ma coinvolge tutte le fasi, dalla gestione dei vigneti fino alla presentazione del vino.
La cantina, rinnovata e ampliata negli anni, consente oggi di:
• vinificare in condizioni controllate
• conservare il vino in modo ottimale
• accogliere visitatori e organizzare degustazioni
Fondamentale è anche il ruolo del team, che partecipa attivamente a tutte le attività, condividendo responsabilità e obiettivi.
Un approccio diretto e rispettoso
Alla base della Cantina Hauser c’è una filosofia semplice ma concreta:
• rispetto per la natura
• attenzione alla qualità
• coinvolgimento diretto in ogni fase
Il lavoro manuale, spesso impegnativo, diventa parte integrante del risultato finale, contribuendo a definire il carattere dei vini.
Il contributo della Cantina Hauser nel progetto DODAS
In DODAS, Cantina Hauser porta una prospettiva autentica, legata alla costruzione graduale e al valore del lavoro quotidiano.
Il suo Merlot rappresenta:
• l’espressione di vigneti storici del Sopraceneri
• un approccio diretto e senza artifici
• una sintesi tra impegno personale e rispetto del territorio
In un progetto che unisce realtà diverse, la Cantina Hauser dimostra come anche percorsi individuali, costruiti con costanza e dedizione, possano contribuire in modo significativo a una visione collettiva del vino ticinese.
Zündel Azienda Agricola: equilibrio naturale e coerenza nel tempo
Nel contesto DODAS, Zündel Azienda Agricola rappresenta una realtà in cui il rispetto per la natura e la coerenza nelle scelte produttive diventano elementi centrali nella costruzione dell’identità.
Situata nel Malcantone, sul versante meridionale della valle della Tresa, l’azienda è oggi guidata da Myra Zündel, che porta avanti un percorso iniziato quasi cinquant’anni fa dalla famiglia, mantenendo un legame profondo con il territorio e con una visione agricola precisa.
Una storia familiare fondata su scelte consapevoli
Le origini dell’azienda risalgono agli anni ’70, quando Anne e Christian Zündel scelgono questo territorio per sviluppare un progetto agricolo duraturo. Con l’impianto delle prime vigne nel 1981 e la costruzione della cantina nel 1992, prende forma una realtà che cresce nel tempo attraverso un approccio coerente.
Un passaggio fondamentale avviene nel 2004, con l’adozione della filosofia biologica e biodinamica, che segna una direzione chiara e definitiva:
• attenzione alla vitalità del suolo
• rispetto degli equilibri naturali
• riduzione degli interventi invasivi
Dal 2019, con il passaggio alla nuova generazione, questa visione viene portata avanti con continuità e rinnovata consapevolezza.
Un territorio complesso e ricco di sfumature
I vigneti si estendono su circa 4,5 ettari in un contesto geologico e climatico particolarmente articolato.
I suoli, derivati in parte dal degrado dello gneiss e in parte da depositi glaciali, offrono condizioni molto diverse tra loro:
• terreni minerali profondi
• suoli sabbiosi e acidi
• parcelle con caratteristiche intermedie
Questa complessità si riflette direttamente nei vini, contribuendo a definirne:
• finezza
• persistenza
• precisione aromatica
Il clima insubrico, influenzato dalla presenza dei laghi e dalla vicinanza delle Alpi, completa questo quadro, creando condizioni favorevoli a una maturazione equilibrata delle uve.
Vitigni e identità produttiva
La produzione si concentra su varietà selezionate che dialogano con il territorio:
• Merlot
• Chardonnay
• Erbaluce
Questa scelta mirata consente di lavorare con precisione, valorizzando ogni vitigno in funzione delle caratteristiche delle singole parcelle.
Un approccio biodinamico tra disciplina e sensibilità
Il lavoro in vigna e in cantina segue i principi della biodinamica, con un’attenzione particolare ai processi naturali e ai ritmi della materia.
Le scelte produttive si basano su:
• interventi ridotti al minimo
• vinificazioni spontanee e controllate
• lunghi affinamenti in botti di rovere non nuove
Questo approccio richiede:
• pazienza
• osservazione costante
• capacità di accompagnare il vino senza forzarlo
La produzione diventa così un processo lento e consapevole, in cui ogni fase è seguita con attenzione.
Un lavoro che richiede tempo e fiducia
La filosofia aziendale si fonda sull’idea che il vino non debba essere costruito, ma accompagnato. Questo implica accettare anche una componente di incertezza, legata alla scelta di intervenire il meno possibile.
Il risultato sono vini che puntano su:
• autenticità
• coerenza
• espressione diretta del territorio
Il contributo di Zündel Azienda Agricola nel progetto DODAS
In DODAS, Zündel Azienda Agricola porta una visione profondamente legata all’equilibrio naturale e alla coerenza nel tempo.
Il suo Merlot si distingue come espressione:
• di un territorio complesso e ricco di sfumature
• di un approccio rispettoso e non invasivo
• di una ricerca costante dell’essenziale
In un progetto che valorizza la diversità delle interpretazioni, l’azienda rappresenta una voce che sottolinea l’importanza del tempo, della pazienza e della relazione profonda con la natura.
Kopp von der Crone Visini: l’unione come visione e crescita condivisa
Nel contesto DODAS, Kopp von der Crone Visini rappresenta in modo emblematico il valore della collaborazione come leva di sviluppo e rafforzamento dell’identità.
La cantina nasce nel 2006 a Barbengo, a sud di Lugano, dall’unione di due realtà già affermate: l’azienda Kopp von der Crone e ViniVisini. Una fusione che non nasce da necessità, ma da una visione condivisa maturata nel tempo, dopo anni di collaborazione attiva tra Anna Barbara von der Crone Kopp e Paolo Visini.
Una fusione costruita nel tempo
Già dal 2002, le due aziende avevano avviato un dialogo operativo e produttivo, basato su confronto, complementarità e obiettivi comuni.
La decisione di unire le forze nel 2006 rappresenta un passaggio naturale:
• consolidare competenze diverse
• rafforzare la struttura aziendale
• creare una realtà più solida e riconoscibile
Questa evoluzione dimostra come la collaborazione, quando costruita nel tempo, possa trasformarsi in un progetto coerente e duraturo.
Un’identità che nasce dalla complementarità
L’unione tra le due cantine ha permesso di integrare esperienze, sensibilità e approcci diversi, dando vita a una realtà capace di operare con equilibrio e coerenza.
Oggi, sotto la guida di Anna Barbara von der Crone Kopp e Paolo Visini, la cantina esprime:
• una visione condivisa
• una gestione coordinata
• una forte attenzione alla qualità
La complementarità diventa così un elemento distintivo, non solo organizzativo ma anche stilistico.
Un territorio ampio e diversificato
L’azienda si estende su circa 7 ettari distribuiti in tre regioni del Ticino:
• Mendrisiotto
• Luganese
• Bellinzonese
Questa presenza su territori diversi consente di lavorare con una grande varietà di condizioni pedoclimatiche, valorizzando le specificità di ogni parcella.
La scelta di vinificare separatamente gran parte dei vigneti permette di:
• rispettare le caratteristiche dei suoli
• preservare le differenze territoriali
• costruire vini precisi e riconoscibili
Vitigni e approccio produttivo
La produzione si concentra principalmente sul Merlot, che rappresenta circa il 70% della superficie vitata, affiancato da varietà selezionate:
• Cabernet Sauvignon
• Cabernet Franc
• Petit Verdot
• Arinarnoa
• Chardonnay
• Sauvignon Blanc
• Kerner
• Viognier
A queste si aggiungono sperimentazioni con varietà resistenti, segno di una continua attenzione all’evoluzione del settore.
Il lavoro segue i principi della produzione integrata, con particolare attenzione a:
• biodiversità
• riduzione degli interventi chimici
• gestione responsabile del vigneto
Una cantina tra precisione e sensibilità
In cantina, l’approccio è orientato alla precisione e al rispetto della materia prima:
• fermentazioni in acciaio per preservare freschezza e pulizia
• affinamenti in legno e anfore per arricchire la complessità
• lavorazioni delicate, spesso manuali
La barricaia scavata nella roccia rappresenta un elemento distintivo, offrendo condizioni naturali ideali per l’affinamento dei vini.
Riconoscimento e apertura verso l’esterno
L’ingresso nel “Mémoire des vins suisses” testimonia il livello qualitativo raggiunto e la volontà di contribuire alla valorizzazione del vino svizzero anche oltre i confini nazionali.
Il contributo di Kopp von der Crone Visini nel progetto DODAS
In DODAS, Kopp von der Crone Visini incarna in modo diretto uno dei principi fondamentali del progetto: l’unione come risposta alle sfide del settore.
Il suo Merlot rappresenta:
• la sintesi di competenze condivise
• l’espressione di territori diversi ma complementari
• il risultato di una collaborazione costruita nel tempo
In un contesto in cui il mondo del vino richiede sempre maggiore capacità di adattamento, questa realtà dimostra come la collaborazione possa diventare una forma concreta di crescita, rafforzando identità e qualità senza perdere autenticità.
Azienda Mondò: famiglia, territorio e collaborazione come motore di crescita
Nel contesto DODAS, Azienda Mondò rappresenta una realtà in cui il legame familiare, il lavoro quotidiano e la collaborazione diventano elementi centrali nella costruzione della qualità.
Guidata da Giorgio e Andrea Rossi, l’azienda si sviluppa sulle colline di Sementina e tra Bellinzona e Locarno, dove circa 9 ettari di vigneti sono suddivisi in numerose parcelle, ognuna con caratteristiche proprie. Un mosaico territoriale che richiede attenzione costante e una conoscenza approfondita del luogo.
Una storia familiare costruita passo dopo passo
Le radici dell’azienda affondano nella tradizione agricola della famiglia, quando le generazioni precedenti coltivavano la vite principalmente per uso domestico.
Con Giorgio e Andrea prende forma un nuovo percorso:
• ampliamento progressivo dei vigneti
• passaggio alla vinificazione propria
• costruzione di una struttura più organizzata
Questo sviluppo non avviene in modo improvviso, ma attraverso un lavoro graduale, sostenuto da impegno personale e dal supporto della famiglia e della comunità.
Il valore del lavoro manuale e della cura
La conformazione dei vigneti, spesso situati su pendii collinari, richiede un lavoro prevalentemente manuale. Una scelta che non è solo dettata dalle condizioni del terreno, ma anche da una convinzione precisa.
L’approccio dell’azienda si basa su:
• cura individuale di ogni ceppo
• attenzione alle fasi vegetative
• gestione non intensiva dei vigneti
La convinzione che una resa più contenuta porti a una migliore qualità delle uve guida tutte le decisioni produttive.
Vitigni e identità territoriale
La produzione si fonda su varietà che riflettono il territorio del Sopraceneri:
• Merlot
• Bondola, vitigno autoctono ticinese
• Cabernet Sauvignon
• Sauvignon Blanc e altre varietà complementari
La presenza della Bondola, in particolare, rappresenta un legame diretto con la tradizione locale, mantenendo viva una varietà storica sempre più rara.
Una viticoltura rispettosa e consapevole
L’azienda segue i principi della Produzione Integrata, con un’attenzione particolare all’equilibrio tra uomo e natura.
Le scelte produttive puntano a:
• preservare la fertilità del suolo
• limitare gli interventi invasivi
• valorizzare le condizioni naturali
Il risultato è una viticoltura che si adatta al territorio, anziché forzarlo.
La vendemmia come momento di comunità
Uno degli aspetti più rappresentativi dell’Azienda Mondò è la dimensione collettiva del lavoro, che emerge in modo particolare durante la vendemmia.
Questo momento diventa:
• occasione di collaborazione tra famiglia e amici
• espressione di un lavoro condiviso
• celebrazione del ciclo produttivo
La vendemmia non è solo una fase tecnica, ma anche un momento di relazione e partecipazione.
Collaborazione e apertura verso l’esterno
Negli anni, l’azienda ha sviluppato collaborazioni con altre realtà vitivinicole del territorio, dando vita a progetti condivisi.
Questa apertura dimostra una visione che va oltre la dimensione aziendale, riconoscendo il valore del confronto e dello scambio.
Il contributo dell’Azienda Mondò nel progetto DODAS
In DODAS, Azienda Mondò porta una prospettiva profondamente legata alla famiglia, al lavoro manuale e alla collaborazione.
Il suo Merlot rappresenta:
• l’espressione del territorio del Sopraceneri
• il risultato di una gestione attenta e non intensiva
• una sintesi tra tradizione e apertura al dialogo
In un progetto che unisce dodici realtà diverse, l’Azienda Mondò incarna uno degli elementi più autentici del vino ticinese: la capacità di costruire qualità nel tempo, attraverso il lavoro condiviso, il rispetto della terra e una visione che guarda al futuro senza dimenticare le proprie radici.
I Vini
Dodici vini, dodici identità, un’unica visione: raccontare il Merlot ticinese attraverso territorio, lavoro e capacità di guardare al futuro con consapevolezza.
Il Canto della Terra / Cantina Monti
Merlot proveniente da vecchi vigneti terrazzati dei Ronchi di Cademario, coltivati manualmente in condizioni estreme e con rese molto contenute. Note mature e profonde si accompagnano a una struttura importante e a un sorso intenso e persistente. Un’espressione rigorosa e autentica del Merlot, che riflette con precisione territorio, lavoro e identità.
Lamone, Ticino DOC / Cantina Pelossi
Dalle colline di Lamone nasce un Merlot intenso, plasmato da suoli sabbiosi e sassosi e da vigneti maturi che esprimono profondità e carattere. Al naso si apre su note di frutta nera matura, mentre al palato rivela struttura, pienezza e grande persistenza. Un’interpretazione decisa del Merlot, che unisce concentrazione ed eleganza in perfetto equilibrio.
Musa, Ticino DOC – Fawino
Dalle pendici del Monte Generoso nasce un Merlot che riflette l’equilibrio tra altitudine, mineralità e cura meticolosa in vigneto. Al naso emergono mora e ciliegia nera, arricchite da sfumature speziate e balsamiche, mentre al palato è vellutato, profondo e sostenuto da una trama tannica elegante. Un vino che interpreta il Mendrisiotto con precisione e sensibilità, esprimendo finezza, energia e identità.
Montagna Magica, Ticino DOC – Hubervini
Dai vigneti di Monteggio nasce un Merlot che ricerca equilibrio e profondità, frutto di rese contenute e di una lavorazione attenta in ogni dettaglio. Al naso si esprime con note di mora, prugna e spezie, mentre al palato è vellutato, fresco ed equilibrato, con tannini ben definiti. Un vino che interpreta con armonia e precisione il potenziale dell’annata, trasformandolo in un’espressione unica e riconoscibile.
Moncucchetto Riserva, Ticino DOC – Moncucchetto
Dai vigneti storici di Lugano, su suoli granitici, nasce un Merlot che unisce maturità, complessità e precisione. Al naso emergono note speziate, cuoio, cacao e caffè, mentre al palato si distingue per struttura, calore e una trama tannica fitta e persistente. Un vino che esprime con eleganza e profondità il carattere del luogo, tra tradizione e visione contemporanea.
amiis, IGT – Cantina Settemaggio
Dai ronchi di Monte Carasso nasce un Merlot raro e intimo, prodotto solo nelle migliori annate e in quantità estremamente limitate. Al naso è intenso e complesso, mentre al palato si distingue per equilibrio, morbidezza e tannini setosi che accompagnano un sorso elegante. Un vino che nasce dalla passione e dalla condivisione, pensato come espressione autentica di amicizia e dedizione.
Castello di Morcote Riserva BIO, Ticino DOC – Tenuta Castello di Morcote
Dal promontorio dell’Arbostora, circondato dal lago Ceresio, nasce un Merlot di grande eleganza, espressione di vigneti maturi coltivati in regime biologico. Al naso si distingue per note balsamiche e speziate, mentre al palato rivela profondità, finezza e una struttura armoniosa. Un vino che riflette con precisione il carattere unico del terroir di Morcote, tra energia minerale e raffinatezza.
Crescendo, Ticino DOC – Tenuta San Giorgio
Dal vigneto di Vernate nasce un Merlot espressivo, plasmato da un’esposizione ideale che ne esalta intensità e finezza aromatica. Al naso si apre su un bouquet ricco e fruttato, mentre al palato è intenso, avvolgente e ben strutturato. Un vino che cresce in profondità e complessità, interpretando con energia il carattere del Malcantone.
Stella, Ticino DOC – Cantina Hauser
Dalle pendici del Monte Ceneri nasce un Merlot equilibrato e profondo, espressione di vigneti curati con attenzione nel cuore del Gambarogno. Al naso e al palato emergono note di frutta rossa e mandorla tostata, con un sorso pieno e persistente. Un vino che unisce precisione e continuità, distinguendosi per carattere e armonia.
Orizzonte, Ticino DOC – Zündel Azienda Agricola
Dai terrazzamenti di Beride nasce un Merlot profondo, espressione di vigne storiche e di una viticoltura rispettosa e biodinamica. Al naso e al palato rivela complessità e struttura, con una persistenza elegante sostenuta da grande equilibrio. Un vino che guarda lontano, unendo tempo, natura e sensibilità in un’unica visione.
Balin, IGT – Kopp von der Crone Visini
Dai vigneti di Gorla e Sementina nasce un Merlot di grande carattere, sintesi di territori diversi e complementari. Al palato si distingue per profondità, struttura e intensità, con un profilo ampio e persistente. Un vino che esprime forza e visione, con un importante potenziale di evoluzione nel tempo.
Ronco dei Ciliegi, Ticino DOC – Azienda Mondò
Dai Ronchi del Bellinzonese nasce un Merlot intenso e generoso, espressione di un territorio vocato e di una lavorazione attenta. Al naso si apre su frutta matura e note floreali, mentre al palato è denso, concentrato e di grande struttura. Un vino che unisce energia e profondità, con un solido potenziale di evoluzione nel tempo.
DODAS non è solo una cassa di vini, ma il riflesso di un territorio, di dodici percorsi e di una visione condivisa.
Un progetto che dimostra come, attraverso collaborazione, rispetto e capacità imprenditoriale, il Merlot ticinese possa non solo raccontare il presente, ma costruire con forza il futuro.
FAQ – Cassa DODAS
Cos’è DODAS?
DODAS è un progetto che riunisce dodici viticoltori ticinesi con l’obiettivo di valorizzare il Merlot attraverso interpretazioni diverse, ma unite da una visione comune.
Cosa contiene la cassa DODAS?
La cassa comprende 12 bottiglie, ognuna prodotta da una cantina diversa, tutte provenienti dalla stessa annata e da uve Merlot.
Perché è stata creata questa iniziativa?
Nasce dalla volontà di affrontare un momento complesso per il settore vitivinicolo, mettendo al centro collaborazione, qualità e identità territoriale.
Cosa rende unica questa selezione di vini?
La possibilità di confrontare dodici espressioni dello stesso vitigno, provenienti da terroir, altitudini e approcci produttivi differenti.
Quante casse vengono prodotte ogni anno?
La produzione è limitata a un massimo di 72 casse numerate, rendendo il progetto esclusivo e ricercato.
Dove è possibile acquistare la cassa DODAS?
La cassa è disponibile esclusivamente presso le cantine partecipanti al progetto.
Qual è il filo conduttore tra i vini?
Il Merlot come vitigno identitario del Ticino, interpretato attraverso sensibilità diverse ma unite da una ricerca condivisa della qualità.
La cassa DODAS è adatta anche come regalo?
Sì, grazie alla selezione limitata e alla varietà di interpretazioni del Merlot, rappresenta un regalo originale e di grande valore per appassionati, collezionisti e amanti del vino.